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Dopo la contestazione Gori accusa: "Fontana ha acceso gli animi"

Il sindaco di Bergamo: "La decisione sulle regioni arancioni e rosse è basata su indicatori precisi. Fontana mi ha chiesto scusa, ma serve senso di responsabilità"

Giorgio Gori
Giorgio Gori

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7 Novembre 2020 - 10.17


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Dopo la suddivisione in zone delle regioni italiane, sono state molte le polemiche soprattutto in Lombardia, dichiarata zona rossa.  

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La protesta è arrivata fin sotto l’abitazione del sindaco Pd di Bergamo Giorgio Gori, che intervistato da “Repubblica” dice: “Mi sono un preoccupato, certo. Ho aspettato con mia moglie che passasse, evitando di affacciarmi per non surriscaldare ancora di più gli animi. I toni erano molto aggressivi, ma non sono stati fatti danni. Anche per questo non ho voluto enfatizzare la portata dell’episodio. Credo che in realtà molti si siano fatti trascinare”.

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“Alla base c’è la comprensibile preoccupazione di esercenti e commercianti per la propria attività, il proprio reddito, la propria famiglia; preoccupazione che si sfoga sull’istituzione più vicina. Per tanti cittadini il sindaco è lo Stato, anche quando – spiega Gori – come in questo caso, riguardo alla zona rossa, non ha alcuna competenza diretta. Poi c’è stata la strumentalizzazione da parte di gruppi di estrema destra e di infiltrati vari. Prima, in piazza, c’erano anche diversi esponenti della Lega che hanno oggettivamente contribuito ad aizzare gli animi e ad orientare la protesta verso il sottoscritto. Devo dire che oggi mi hanno chiamato alcuni parlamentari leghisti, oltre che il presidente Fontana, per manifestarmi la loro solidarietà”.

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E lei cosa gli ha detto? “Che apprezzavo – risponde il sindaco di Bergamo – ma ho segnalato loro che alcuni esponenti della Lega avevano contribuito a scaldare gli animi. Aggiungo: la decisione del governo sulle regioni arancioni e rosse è basata su indicatori epidemiologici molto precisi e tecnici. Se il governatore Fontana la bolla come ‘uno schiaffo alla Lombardia’, e il capogruppo della Lega in consiglio regionale accusa il governo di voler ‘affossare l’economia lombarda’, è chiaro che il clima si accende. Perciò anche ai leghisti rivolgo un appello: serve molto senso di responsabilità”.

Ci voleva una misura unica invece che questa divisione per fasce? “No. Il metodo basato su parametri oggettivi penso sia la cosa giusta. Evita che si debba fare un dpcm ogni tre giorni. Fontana è critico ma – prosegue Gori – sbaglia: abbiamo detto che il lockdown andava in ogni modo evitato, no? Ecco, se in alcune regioni i dati ci dicono che è evitabile, è giusto evitarlo. La trasparenza dei dati è però fondamentale”.

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