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A luglio Salvini tuonava: "Basta distanziamento sociale". Ora si muore

E adesso questo sciacallo ha anche la faccia tosta di criticare il Governo, di sostenere persino che nulla è stato fatto per impedire la seconda ondata. 

Salvini
Salvini

globalist

29 Ottobre 2020 - 20.42


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Se gli italiani non avessero la memoria di un pesce rosso, il primo bersaglio della rabbia sociale che sta esplodendo in questi giorni sarebbe Matteo Salvini. Lui, e tutto il suo entourage leghista e non (pensiamo a medici inspiegabilmente osannati come Zangrillo e imprenditori evasori fiscali come Flavio Briatore) hanno trascorso un’estate all’insegna del negazionismo e della riduzione del pericolo del Covid-19. E adesso, con le terapie intensive che si vanno riempiendo ogni giorno di più, con oltre 200 morti al giorno e la prospettiva terrificante di un nuovo lockdown che si fa ogni giorno più concreta, questo sciacallo ha anche la faccia tosta di criticare il Governo, di sostenere persino che nulla è stato fatto per impedire la seconda ondata. 
Matteo Salvini non è solo un bugiardo, mistificatore, sciacallo e razzista: è soprattutto un nemico degli italiani. È lui, e non altri, ad aver organizzato, lo scorso 27 luglio un convegno di negazionisti insieme al degno compare Vittorio Sgarbi (la cui presenza nel Parlamento italiano è un insulto alla nostra democrazia) e con ospite Andrea Bocelli; è lui ad aver detto che “non c’è alcuna prova che la seconda ondata debba arrivare”; è lui, sempre a luglio, ad aver dichiarato che il Governo stava “spaventando gli italiani”, gli italiani che “vogliono vivere, amare, sperare senza distanziamento sociale”. 
È per colpa di arruffapopolo irresponsabili come Matteo Salvini (o Trump, o Bolsonaro) che gli italiani che volevano vivere adesso stanno morendo. Se Matteo Salvini avesse avuto a cuore veramente l’Italia, non avrebbe organizzato comizi, non sarebbe andato a farsi il tour delle sagre e dei selfie senza mascherina, non avrebbe cavalcato un pericoloso negazionismo figlio della stanchezza psicologica del lockdown. Se Matteo Salvini fosse davvero un leader e non un dittatorello da operetta che chiede ‘pieni poteri’ avrebbe usato la grande influenza che ha sugli italiani che – inspiegabilmente – lo votano per invitarli alla responsabilità, invitandoli a proteggersi, a cautelarsi, a mettere al sicuro le vite di tutti noi. 
E invece, Salvini ha fatto come sempre i suoi interessi. Ha sentito che il vento del dissenso stava soffiando verso Conte e verso gli scienziati che gli avevano rubato la scena, e ne ha approfittato, da saltimbanco della politica qual è. Ed è sconcertante che adesso, nel momento più delicato, più pericoloso della storia di questo paese, gli italiani siano talmente ciechi da non vedere, da non capire che Matteo Salvini è il vero pericolo. Non per la democrazia, non per l’Italia, non per il paese. Matteo Salvini è talmente egoista, talmente avventato, da rappresentare, a questo punto, un pericolo per le nostre vite. 

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