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Di Battista tenta di dettare la linea al M5s: "Nel 2023 alle elezioni da soli"

Di Battista insiste anche sul rafforzamento della Piattaforma Rousseau: "Necessaria per continuare a diffondere ed esercitare la democrazia diretta"

Di Battista
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globalist

14 Ottobre 2020 - 19.30


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Alessandro Di Battista ha annunciato – non si sa con quale autorità – che “nel 2023 il M5s si presenterà da solo alle elezioni politiche, a prescindere dalla legge elettorale che verrà approvata”. Tra le proposte presentate da Di Battista su Facebook, in vista degli Stati Generali del M5s, anche “la collocazione autonoma del M5s rispetto a destra e sinistra  il rafforzamento della Piattaforma Rousseau”, definita “il cuore del Movimento: va rafforzata per continuare a diffondere ed esercitare la democrazia diretta e permettere agli iscritti di esercitare la giusta pressione sui portavoce”.
Un altro punto della proposta prevede “massimo due legislature per consiglieri regionali, parlamentari nazionali ed eurodeputati: chi ha compiuto due mandati (anche non interi) avrà la possibilità di candidarsi, una sola volta, nei Comuni di appartenenza. Le nomine ministeriali degli esponenti M5s siano coordinate dal Movimento al fine di garantire la massima trasparenza e meritocrazia”.
Di Battista ha poi dichiarato che gli Stati Generali 5 Stelle “avranno senso se, in primis, sapranno produrre un’agenda politica 2020-2030 che contenga soluzioni e progetti a sostegno della collettività, in particolare della classe media: i nuovi possibili poveri della fase post-pandemica. Negli ultimi mesi ho coordinato diversi gruppi di lavoro cui hanno partecipato portavoce nazionali, europei, attivisti, esperti in varie tematiche e non iscritti al M5s. Grazie al loro contributo siamo arrivati a un’agenda che spero vi sarà la possibilità di presentare agli Stati Generali”.
“La pandemia, da un lato, ha mostrato a tutti quanto lo Stato sia un’istituzione fondamentale e quanto coloro che non hanno fatto altro che indebolirlo negli ultimi decenni siano responsabili, politicamente, della perdita di molti diritti trasformati via via in merci sulle quali lucrare”, scrive ancora l’attivista M5s. “Da un altro lato ha confermato (se nell’epoca dei cambiamenti climatici ve ne fosse ancora bisogno) quanto la tutela del patrimonio ambientale sia una battaglia indifferibile. Oggi più che mai difendere l’ambiente significa difendere la Patria e proprio la difesa ambientale sarà il settore dove poter creare nuovi posti di lavoro”.
Tra i punti dell’agenda 2020-30 figurano inoltre: “Sostegno straordinario alla piccola e media impresa ed ai lavoratori autonomi a partire da una corposa riduzione del carico fiscale; incentivi pubblici per chi – anche grazie alle opportunità di smart working – intende lasciare le grandi città e ripopolare i centri urbani scarsamente abitati; stop alle grandi opere inutili: utilizzare la stragrande maggioranza dei finanziamenti destinati ai lavori pubblici nella grande opera che il Paese attende da anni”.

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