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Di Battista: "In un paese civile Casellati si sarebbe già dimessa"

L'ex militante M5s: "La Casellati si è proposta Presidente della Repubblica, ha fatto 'campagna elettorale' su di sé dall'alto della sua carica istituzionale, ha telefonato urbi et orbi mendicando un voto"

Di Battista: "In un paese civile Casellati si sarebbe già dimessa"
Alessandro Di Battista

globalist

1 Febbraio 2022 - 11.12


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A pochi giorni dalla rielezione di Mattarella a Capo di Stato, le polemiche sui giorni a Montecitorio non accennano a placarsi: l’ex M5s, Alessandro Di Battista, ha attaccato la Casellati rimarcandone l’inadeguatezza del suo atteggiamento proprio in quei giorni.

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“Se l’Italia fosse un Paese civile, dopo quella scena ridicola (lei che conta i suoi voti mentre sta al cellulare durante l’elezione del Presidente della Repubblica), la Casellati si sarebbe già dimessa. O meglio, la pubblica opinione, ed i partiti politici, le avrebbero ‘imposto’ le dimissioni. Ma nel Paese del sottosopra la Casellati è ancora Presidente del Senato, è ancora la II carica dello Stato”. Lo ha scritto su Facebook Alessandro Di Battista.

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“La Casellati- ha proseguito – si è proposta Presidente della Repubblica, ha fatto ‘campagna elettorale’ su di sé dall’alto della sua carica istituzionale, ha telefonato urbi et orbi mendicando un voto, si è messa a disposizione solo di una coalizione politica andandosi a schiantare ed infangando la carica che ricopre. Carica che aveva già ampiamente delegittimato con comportamenti poco etici (seppur, legali) come il bulimico utilizzo dei voli di Stato in pandemia o i 270.000 euro fatti spendere alla Prefettura per la ristrutturazione di un palazzetto di sua proprietà. Ne chiederò le dimissioni da qui fino alla fine della legislatura sperando che i parlamentari facciano altrettanto”.

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