Fascisti e razzisti nelle forze dell'ordine: per quanto siano un'infima minoranza sono comunque troppi
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Fascisti e razzisti nelle forze dell'ordine: per quanto siano un'infima minoranza sono comunque troppi

La stragrande maggioranza fa il suo dovere e rispetta le leggi. Poi ci sono ammiratori di Hitler o del Duce o peggio che scrivono di tutto e di più sui social mentre i superiori non vedono e non sentono.

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21 Giugno 2020 - 16.03


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Meglio precisarlo subito: la stragrande maggioranza degli appartenenti alle Forze dell’Ordine fa il suo lavoro con professionalità e dedizione e tutela la sicurezza degli italiani mettendo a rischio la propria incolumità e questo nonostante economicamente non siano particolarmente gratificati, ma mettendo al primo posto il senso di appartenenza allo Stato.

Va anche detto che tra le forze dell’Ordine attuali e quelle del passato non c’è paragone: di riforma in riforma c’è stata una vera a propria mutazione democratica di organismi dove ora non c’è distinzione tra uomini e donne e dove ci sono sindacati che tutelano i lavoratori in divisa.

In passato venivano chiamati ‘corpi separati’ perché sembravano davvero svincolati dalle logiche democratiche.

Tuitto bene? No. Perché è inutile nascondersi che per quanto siano un’infima minoranza tra le forze dell’ordine c’è una inaccettabile presenza di fascisti, di nazisti e di razzisti che non vengono fermati in tempo e vengono con troppa leggerezza lasciati fare, almeno fino a quando non scoppia il caso.

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Ci sono poi quelli che confondono il proprio ruolo con quello degli sceriffi e mostrano spesso e volentieri arroganza. Ma è un discorso a parte.
Emerge così che c’è chi nelle pagine Facebook inneggia al Duce, mette mi piace ai post che glorificano Hitler e i forni crematori, si augura la morte dei partigiani in occasione del 25 aprile, insulta esponenti politici come Bellanova e Boldrini rei di spalancare le porte ai ‘negri’ e chiede le maniere forti.
Infime minoranze, ripetiamo. Ma basterebbe farsi un giro sui social per vedere tanti, troppo appartenenti agli organismi dello stato che impunemente nei social dicono la qualunque.

Basterebbe iscriversi ai quei gruppi chiusi (che poi del tutto chiusi non sono) di appoggio alle forze dell’ordine e si leggerebbero commenti da codice penale.
Poi, quando scappia lo scandalo, c’è il superiore che ‘cade dalle nuvole’ e promette provvedimenti, azioni disciplinari o altro.

Non va bene.
Chi appartiene alle forze dell’ordine è il primo a dover rispettare la Costituzione che è democratica e antifascista e non può avere comportamenti che poi mettano in discussione la professionalità e l’imparzialità delle forze dell’ordine. Che devono seguire la Costituzione e la legge.
Ci vuole più attenzione.

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Ci vorrebbe anche se ci fossero atteggiamenti uguali e contrari.
Ma in questi anni nel quale il fascismo e il razzismo sono diventati il dna di una certa politica è inammissibile lasciar correre.
Una cattiva politica genera un cattivo ordine pubblico e una cattiva sicurezza.
Di casi George Floyd o simili in Italia non ne abbiamo bisogno.
Chi è al governo non faccia finta di nulla. Estirpare la mala pianta anti-democratica e anti-costituzionale dalle forze dell’Ordine è l’unico e vero modo di tutelare l’impegno di chi rispetta le leggi e garantisce la nostra sicurezza.
Il resto è ipocrisia.

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