Giorgia Meloni straparla sulla svolta autoritaria di Orban: "E allora Conte?"

Per la leader di Fratelli d'Italia anche qui Conte ha quasi tutti i poteri, quindi non ci trova nulla di male nel fatto che Orban abbia sospeso il parlamento

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni

globalist 30 marzo 2020

Giorgia Meloni ha l'ardire di paragonare la svolta autoritaria dell'Ungheria, che ha deciso (con soli 400 contagiati e 13 morti) di conferire pieni poteri a Victor Orban, all'Italia in cui, dice la leader di Fratelli d'Italia, "quasi tutti i poteri sono stati dati al governo con un decreto-legge che il governo ha deciso di interpretare in modo molto estensivo". 

"Non conosco, nel dettaglio, quali siano i poteri speciali conferiti al Primo ministro ungherese" dice Giorgia Meloni. Presto detto: parlamento sospeso, decreti presidenziali che diventano immediatamente legge, coprifuoco e sanzioni penali per chi lo viola, stato di emergenza permanente ed elezioni sospese. Basta per definirla dittatura o vogliamo dire che in Italia Conte è paragonabile a Orban? 
Ma la Meloni non si arrende: "A colpi di decreti del presidente del Consiglio è stata limitata la libertà individuale dei cittadini, parlamentari e magistrati compresi, così come quella di impresa e di commercio e sono state introdotte misure speciali in ogni ambito". Insomma, come se i dcpm di Conte siano stati fatti per sospendere il Parlamento (che continua a funzionare). Tra l'altro, in Italia non è nemmeno stato indetto il coprifuoco. 
"Il tutto, nella maggior parte dei casi, è stato comunicato con diretta Facebook direttamente dalla pagina personale di Giuseppe Conte - conclude la leader di FdI - Non è il momento di fare polemica su questo, ci rendiamo conto che la situazione è emergenziale, ma abbiamo più volte chiesto al governo di fare maggiore attenzione ai necessari passaggi parlamentari. Ci sorprende che qualcuno si scandalizzi oggi perché Orban adotta provvedimenti straordinari, non particolarmente diversi da quelli adottati dall’Italia con addirittura un minor mandato da parte del Parlamento".