Rossi: "Non negare le foibe ma nemmeno il razzismo fascista"

Il giorno del ricordo: "non deve essere strumentalizzato e soprattutto devono essere evitate nuove contrapposizioni e nazionalismi che alimentano l'odio e ci riportano indietro". 

Enrico Rossi

Enrico Rossi

globalist 10 febbraio 2020
"Oggi è il giorno del ricordo della tragedia nazionale delle foibe causata dai partigiani jugoslavi che, tra il '43 e il '45, massacrarono migliaia di persone. Seguì poi l'esodo giuliano dalmata di oltre 250 mila italiani che lasciarono la Jugoslavia di Tito. Fu una vera pulizia etnica. Negare questa sciagura o sminuirla è, come dice il presidente Mattarella, deprecabile".
Lo afferma su Facebook il governatore della Toscana, Enrico Rossi. "Ma se è vero- aggiunge- che un crimine non si giustifica con un altro, è ugualmente deprecabile rimuovere il razzismo e la pulizia etnica, attuata dal 'fascismo di confine', contro le popolazioni slave di cui Mussolini aveva parlato come di una 'razza inferiore e barbarica'". Oggi, avvisa, "quella frontiera, così drammaticamente bagnata di sangue e di orrore, e' stata abbattuta e si può passare liberamente dall'Italia alla Slovenia e alla Croazia. Le genti di quei territori, adesso, nel segno dell'Europa, vivono insieme, libere di mescolarsi in pace". Il giorno del ricordo, conclude, "non deve essere strumentalizzato e soprattutto devono essere evitate nuove contrapposizioni e nazionalismi che alimentano l'odio e ci riportano indietro".