Inchiesta su Savoini e fondi alla Lega: la testimone segreta è una giornalista russa

Si chiama Irina Aleksandrova ed ha moderato un incontro con Salvini nel luglio del 2018. La sua testimonianza è stata secretata dagli inquirenti

Matteo Salvini e Irina Aleksandrova

Matteo Salvini e Irina Aleksandrova

globalist 10 gennaio 2020

Si chiama Irina Aleksandrova, giornalista di un'agenzia di stampa russa, la testimone segreta sentita ieri dalla Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sui presunti fondi russi della Lega. La Aleksandrova compare al fianco di Matteo Salvini in un video di un incontro del 16 luglio 2018, tre mesi prima dell'ormai famoso incontro al Metropol di Mosca tra Gianluca Savoini, Gianluca Meranda e Francesco Vannucci con alcuni funzionari russi. 
Il video è stato pubblicato proprio dalla pagina Twitter dell'Associazione culturale LombardiaRussa con questo post: "Matteo Salvini era in diretta da Mosca dalla sede dell'agenzia Tass. A fine conferenza stampa l'amica giornalista della Tass, Irina Aleksandrova, ringrazia il Presidente di LombardiaRussia, Gianluca Savoini, per aver organizzato l’incontro". 
Gli inquirenti stanno analizzando numerose email e una serie di audio, soprattutto 'vocali' inviati via chat, ma anche la registrazione di alcuni colloqui, trovati nel telefono sequestrato all'avvocato Gianluca Meranda. Sotto analisi anche le registrazioni di una quindicina di sue telefonate. Nei mesi scorsi, gli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza milanese avevano recuperato dai cellulari sequestrati ai tre indagati elementi, come chat ed email, da cui si evince che l'ex portavoce di Salvini, Gianluca Savoini, avrebbe pianificato, almeno dal giugno 2018, il summit nell'albergo moscovita.
L'incontro nell'hotel Metropol sarebbe servito per discutere della compravendita di petrolio che avrebbe dovuto garantire, attraverso un sconto di almeno il 6% su un affare da 1,5 miliardi di dollari, soldi al Carroccio per la campagna elettorale per le ultime Europee, ma anche tangenti ad almeno un funzionario di Mosca. Dopo le perquisizioni di luglio a carico di Savoini e degli altri indagati, gli investigatori hanno trovato nei telefoni sequestrati anche una foto dei dettagli dell'accordo tra italiani e russi.