Tav sì o Tav no: perché il 'democratico' M5s non fa decidere ai suoi iscritti?
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Tav sì o Tav no: perché il 'democratico' M5s non fa decidere ai suoi iscritti?

Il no all'alta velocità è stata la promessa delle promesse dei grillini. Perché non fa ricorso alla tanto decantata democrazia diretta?

Una manifestazione No Tav in Val di Susa
Una manifestazione No Tav in Val di Susa
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6 Marzo 2019 - 20.48


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Le cronache parlano di un vertice a Palazzo Chigi sulla Tav. Hanno partecipato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.
A palazzo Chigi sono andati anche il capogruppo M5s al Senato, Stefano Patuanelli, e il presidente della commissione Lavori Pubblici del Senato, Mauro Coltorti (M5s).
Ma, visto che sulla Diciotti i grillini si apprestano a garantire l’impunità a Salvini sulla base di una consultazione ‘democratica’ degli iscritti, perché non fanno lo stesso sulla Tav, visto che è un punto irrinunciabile del programma e hanno giurato e spergiurato che non l’avrebbero mai fatta?
Una domanda semplice semplice (e non pilotata) agli iscritti: “La Tav va fatta? Sì se vuoi dire sì. No, se vuoi dire no.
Perché non la fanno?
Magari al M5s, dove uno vale uno ma alcuni uno valgono per tutti, la ‘democrazia’ serve solo quando si vogliono cercare alibi e imitare Ponzio Pilato. Sul resto devono solo trovare il modo per tradire chi li ha eletti credendo alle loro bugie e false promesse. (M. Vic.)

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