I numeri schiacciano la propaganda di Salvini: rimpatriati meno immigrati rispetto a prima

L'inchiesta di Milena Gabanelli su Dataroom svela che in un anno sono stati rimpatriati 3851 immigrati, contro i 3969 di Minniti

Immigrati

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globalist 4 marzo 2019
Facile fare propaganda elettorale, promettendo di riempire gli aerei. Passare però ai fatti e molto più complicato, per motivi che gran parte degli elettori di Salvini non immagina nemmeno e che il Capitano ovviamente si guarda bene dal divulgare. 
Milena Gabanelli, nell'ultimo articolo sulla rubrica del Corriere della Sera Dataroom, spiega bene come funziona il rimpatrio secondo la legge italiana e, soprattutto, svela un dato che potrebbe non piacere ai fan del Capitano: da quando è al governo, Salvini ha rimpatriato 3.851 irregolari. Nello stesso periodo di tempo, Marco Minniti ne aveva rimpatriato 3.968. Non solo è un numero maggiore, anche se di poco. Il punto è che è difficile discostarsi da questi numeri, per due ragioni:
La prima è che per rimpatriare un immigrato è fondamentale che il paese d'origine lo riconosca come cittadino. Servono quindi degli accordi con gli Stati che dovrebbero riammettere questi irregolari in Italia. Il nostro Paese ha accordi con Marocco (non c'è un accordo, ma un'intesa di collaborazione tra i consolati), Nigeria (attivo però solo dal 2011), Egitto e Tunisia. 
Ma il grosso degli immigrati proviene dall'Africa subsahariana (Algeria, Senegal, Sudan e Gambia), e con quei paesi l'Italia non ha accordi di alcun tipo. Per questo è impossibile rimpatriare queste persone, perché non hanno fisicamente dove andare. 
C'è tra l'altro un secondo problema: le cosiddette 'rimesse' sui soldi che gli immigrati, anche irregolari, mandano a casa dalle loro famiglie. Le rimesse compongono, per alcuni di questi paesi africani, una parte importante del Pil nazionale. Quindi, non solo l'Italia (e anche Francia e Germania) non ha accordi con questi paesi, ma sono loro che non hanno alcun interesse a riprendersi queste persone come cittadini, perché sarebbe una perdita economica ingente.