Fratelli d'Italia vuole togliere le pensioni ai partigiani filo-titini, l'Anpi: "meschino revisionismo storico"

Carla Nespolo, presidente Anpi: "i soldati italiani che combatterono con i partigiani slavi hanno riscattato l'Italia dagli orrori commessi durante il fascismo"

Carla Nespolo

Carla Nespolo

globalist 11 febbraio 2019
L'Anpi non ci sta alla proposta di Fratelli d'Italia di revocare le pensioni agli ex partigiani filo-titini, complici secondo loro del messacro delle foibe: "questa richiesta è di straordinaria meschinità, perché condotta contro persone che hanno più di 90 anni. Stiamo assistendo ad un volgare tentativo di rovesciamento della Storia, per far dimenticare l'operato annessionista e razzista del fascismo e di Mussolini, condotto assieme all'alleato nazista, con aggressione della Jugoslavia, che nulla aveva fatto contro l'Italia".
"40.000 soldati italiani - ricorda Nespolo - che, dopo l'8 settembre '43, scelsero di combattere da partigiani a fianco della Resistenza Jugoslava e 20.000 morirono in questa guerra di Liberazione internazionale, riscattarono l'onore dell'Italia dalla vergogna del fascismo". "Se lo ricordi anche il Presidente del Parlamento Europeo, se non vuole contribuire ad accentuare l'isolamento italiano in Europa, come dimostrano, in queste ore, le reazioni indignate dei governi di Slovenia e Croazia", conclude la presidente Anpi.