Michele Riondino: «Ho votato Cinque Stelle, mi sento truffato, sono disonesti»
Top

Michele Riondino: «Ho votato Cinque Stelle, mi sento truffato, sono disonesti»

DallʼIlva alla Tav, dal Tap alle trivellazioni al decreto sicurezza, lʼattore boccia del tutto il M5S di governo: "Incompetenti, hanno promesso senza conoscere le cose"

Michele Riondino
Michele Riondino
Preroll

globalist Modifica articolo

8 Gennaio 2019 - 14.55


ATF

di Stefano Miliani

Dal discriminatorio “decreto sicurezza” di Salvini, votato e difeso dai Cinque stelle al governo, alle giravolte su Ilva e trivellazioni, Michele Riondino si sente nei fatti tradito dal movimento diventato forza di governo. Lʼattore aveva reso pubblico il suo sostegno alle idee dei pentastellati alle urne nel marzo scorso. Oggi traccia un bilancio molto amaro.
Attore che ha dato ottime prove di sé, basti ricordarlo al cinema come Antonio Ranieri amico di Leopardi nel Giovane favoloso di Mario Martone (2014), nel Maraviglioso Boccaccio di Paolo e Vittorio Taviani (2015), in tv come Pietro Mennea nella Freccia del Sud di Ricky Tognazzi, come Montalbano da giovane e come ispettore nella Mossa del cavallo dal romanzo storico di Andrea Camilleri, lʼinterprete è da sempre anche un attivista sul suo territorio, la Puglia. Nato a Taranto, Riondino è tra coloro che hanno promosso il concerto del Primo maggio nella città pugliese dove ha invocato la chiusura dellʼIlva.
Riondino, il Movimento Cinque stelle ha votato il “decreto sicurezza” di Salvini. Cosa ne pensa?
È lo specchio di cosʼè la politica oggi, cioè un continuo scambio e interscambio di idee per cui avviene un paradosso: due forze, che dovrebbero essere agli antipodi, pur di governare assieme barattano leggi e disegni di legge che svalutano e denigrano la dignità e lʼindipendenza politica di un soggetto. Se la Lega è disposta ad accettare leggi o disegni e proposte del movimento pur di far propaganda sulla pelle degli immigrati, aizzando la pancia dellʼelettorato così guadagna un bacino elettorale molto più ampio di quello che lo ha eletto, ciò rientra nel carattere politico della Lega, la quale vuole restare sulla poltrona. Invece, per il modo in cui è nato, il Movimento non mostrava questo carattere: chi lo ha votato coltivava una speranza nutrita da un approccio alla politica molto diverso.
SullʼIlva come giudica il comportamento dei Cinque stelle di governo?
A Taranto un giorno attivisti del movimento hanno bussato alla nostra porta di attivisti chiedendo il nostro punto di vista, quali fossero le soluzioni per il territorio. Hanno capito le nostre posizioni, ci hanno invitato in Parlamento e hanno deciso di far proprie le nostre proposte: infatti diversi di noi sono convogliati nelle liste del Movimento.
Poi cosa è successo?
A noi attivisti questo comportamento garantiva la promessa di un impegno su certi temi. Quando sale al governo il Movimento invece mette in atto proprio quello che lʼex ministro Calenda aveva programmato e attribuendo la colpa al Pd: lʼIlva non si chiude, le trivellazioni si fanno … Incolpare il governo precedente certifica invece lʼincompetenza di un movimento che ha fatto campagna elettorale su temi che non ha saputo gestire: ha sfruttato la base per arrivare al potere.
Tanti, anche dichiaratamente di sinistra, hanno votato M5S perché ci credevano.
Magari quegli attivisti venuti da noi avevano buone intenzioni ma ciò non sminuisce il loro essere colpevoli. Se mi prometti qualcosa che sai di non poter mantenere allora sei scorretto. Ma se prometti qualcosa che non conosci non solo sei scorretto, sei anche incompetente e non vali nulla strategicamente. Lo dimostra il governo: la Lega dal 15 % ha triplicato la sua forza al sud e i Cinque stelle faranno la fine dellʼItalia dei valori, raccoglieranno tempesta, non frutti.
Marco Travaglio sul Fatto quotidiano, quindi non una voce avversa al movimento, tempo fa ha scritto che la commissione nominata sulla Tav avrebbe valutato costi e benefici e avrebbe sicuramente deciso di bocciare il progetto. Questo significa che i Cinque stelle hanno detto no alla Tav prima di valutare costi e benefici?
È esattamente quello che dico. Non si capisce se hanno compiuto un tradimento o se sono incapaci di valutare costi e benefici di unʼopera come la Tav. Che è inutile non lo dico io né lo dicono i no Tav, lo dice il mercato: lʼalta velocità in Val di Susa nasce per ridurre il trasporto su gomma perché in quel tratto si prospettava un aumento del traffico smentito poi negli anni. Non cʼè stato alcun aumento, il presente ha dimostrato lʼinutilità dellʼopera. Come con i No Ilva, i Cinque Stelle hanno intavolato incontri e proposte con i No Tav per cui alcuni esponenti sono convogliati nel movimento per portare avanti quelle scelte politiche. Che ora il ministro Toninelli faccia studi su costi e benefici significa che prende tempo, non è più credibile. Ma i loro sostenitori sembrano adepti ciechi, sembrano una setta, non portano argomenti ma giustificazioni insensate.
Sul via libera alle trivellazioni? Per Di Maio è colpa del governo precedente e non poteva fare altro.
Davide Crippa, sottosegretario allo Sviluppo economico, per giustificare lʼuso dellʼair gun (tecnica per mappare i fondali con onde acustiche che per Greenpeace provoca detonazioni violente paragonabili a un jet, ndr) e le trivellazioni nel Mar Ionio ha usato lʼaccordo del governo Gentiloni: ha detto che non ha potuto fare niente altrimenti le compagnie ricorrevano al Tar e cʼerano penali. A me non interessa: il Movimento adesso è forza di opposizione o di governo? Alcuni dicono di essere contro le trivellazioni ma a conti fatti continuano ad assecondare le politiche del Pd.
Tornando allʼIlva, qual è la sua valutazione sul governo?
Un governo marcato Pd ha firmato dodici decreti salva-Ilva permettendo di produrre a unʼazienda messa sotto sequestro della magistratura. Cosa deve pensare un ex sostenitore dei Cinque stelle se non credere che è un movimento di incompetenti, se al governo il movimento non fa un decreto legge o non ferma unʼopera che è contro lo statuto del movimento e contro il suo programma?
Come giudica la vicenda sul gasdotto in Puglia, il Tap? Non lo hanno fermato.
Non è importante quanto penso io quanto quello che è successo. Una signora oggi ministra per il sud, Barbara Lezzi, insieme a Di Battista aveva detto che in quindici giorni interrompevano il gasdotto. E dunque: prometti senza conoscere lʼargomento e allora è grave, perché dimostri ignoranza e non sei un soggetto politico credibile e anzi sei un poʼ disonesto; oppure conosci le carte e prometti quanto sai di non poter mantenere e allora sei un truffatore perché costruisci la campagna elettorale su temi fondamentali per la comunità per i tuoi scopi legati alla poltrona, commetti una truffa.
Una truffa politica allora. Quindi cosa sceglie ora?
Non li voto più ma noi, che in questo territorio moriamo, adesso moriamo per colpa nostra perché abbiamo difeso un soggetto politico che ha promesso di aiutarci e non ci aiuta. Se ci fosse una legge che permette allʼelettorato di rivendicare il diritto di voto questo sarebbe un motivo per denunciare i Cinque stelle. SullʼIlva hanno parlato di chiusura degli impianti, hanno preso il mio voto, oltre tutto per governare con qualcuno a cui non avrei mai dato il mio voto, e ora sono colpevole addirittura anche del decreto sicurezza: se quel decreto esiste oggi è anche per causa mia.
Chi non ha voluto votarlo in Aula è stato espulso dal Movimento.
A me avevano proposto di candidarmi, dissi no. Non sono chiari nella gestione democratica dei lavori del Parlamento: se un gruppo non fonda la propria opera politica sulle opinioni personali e sulla coscienza civile non mi ci metto. Ciò non toglie il fatto che in campagna elettorale abbiano adottato argomenti che erano i miei. Come ci sono i fanatici del Pd, e certo non avrei votato Pd, i Cinque stelle mi sembrano degli adepti. La situazione politica è grave ma non si può colpevolizzare chi ha sperato. Non votavo da tempo, ho votato Cinque stelle, ho creduto che fosse un soggetto spendibile, mi sono sbagliato.
Se ne sente responsabile?
Al tempo della legge “Sblocca Italia” ho pensato che la politica vera si fa sui territori e la fa solo chi conosce il territorio. Quindi si poteva spendere il voto per chi si impegnava in progetti per il territorio: a tutti gli effetti questo ha fatto il movimento Cinque stelle. Ma il Di Maio della situazione a livello nazionale ha compiuto scelte strategiche che non hanno nulla di strategico, che hanno buttato giù il castello di carte. Mi sento causa del problema ma non sono io il problema: ho semplicemente sperato. Quanto a me, faccio da anni attivismo sul territorio che conosco, il mio territorio, e continuerò.

Native

Articoli correlati