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Giravolte M5s: da no euro a sostenitori della moneta unica

Di Maio: "l'uscita dall'euro non è in discussione". Beppe Grillo a inizio legislatura: "il problema non è uscire, il problema vero è uscire il più velocemente possibile"

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

globalist Modifica articolo

2 Marzo 2018 - 11.23


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Come ampiamente annunciato il M5s non spingerà per fare uscire l’Italia dall’euro. Lo ha ribadito Luigi Di Maio, il candidato premier dei pentastellati. “L’uscita dall’euro non è in discussione, tanto meno è in discussione l’uscita dall’Unione europea. Noi, ha detto Di Maio, vogliamo restare nell’Unione monetaria e nell’Ue, ma andare a ridiscutere una serie di trattati”.
Poche parole che sottolineano una vera e propria inversione di rotta del M5s compiuta nel corso di questa legislatura rispetto a quello che affermavano i pentastellati sull’euro con tanto di raccolta firme per un referendum poi scomparso nel nulla.
A cominciare da Beppe Grillo che nel 2014 diceva che era necessario uscire prima possibile dall’euro facendo un paragone con la Fiat di Sergio Marchionne.
“La Fiat non solo è uscita dall’Italia, affermava Grillo, ma la Fiat è uscita dall’euro. L’operazione della Fiat è stata uscire dall’euro perché produce negli Stati Uniti e ha la sede a Londra”.
“E noi – proseguiva il fondatore del M5s – dovremo stare lì a dire ma chissà cosa succede se usciamo dall’euro. Ma io non posso stare lì, il problema non è uscire il problema vero è uscire il più velocemente possibile e sperimentare un altro modello di sviluppo”.

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Quando Grillo presentava il referendum #FuoriDallEuro

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