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Essere vip non basta, il flop di Simona Tagli e Massaro

Il motto "meno piste ciclabili, il tempo è prezioso" non ha portato fortuna all'ex valletta.

Simona Tagli
Simona Tagli

globalist Modifica articolo

6 Giugno 2016 - 18.31


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Simona Tagli, nonostante la popolarità degli anni Novanta, ha raccolto solo 31 preferenze alle elezioni comunali di Milano, alle quali si era candidata tra le fila di Fratelli d’Italia. Poco meglio ha fatto una delle star schierate da Forza Italia, l’ex calciatore Daniele Massaro, che si è fermato a 384 voti.

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I vip sembrano infatti non aver convinto gli elettori. Sempre in Forza Italia il giornalista direttore di ‘Tempì, Luigi Amicone, ha ricevuto 1.579 voti classificandosi sesto (ben lontano dai numeri della capolista Mariastella Gelmini e di Pietro Tatarella). In casa Lega Nord ‘asso pigliatutto’ Matteo Salvini, con oltre 8 mila preferenze: a poco è servito candidare lo storico autista di Umberto Bossi Pino Babbini (74 voti) e il suo successore, autista prima di Bossi ora di Salvini, Aurelio Locatelli (14). Nel centro-sinistra sono rimasti altrettanto lontani dai grandi numeri Alberto Veronesi, figlio dell’oncologo Umberto, schierato nella lista “Beppe Sala sindaco” e scelto da 362 cittadini, e Piero Maranghi, figlio del delfino di Enrico Cuccia Vincenzo, con 312 voti.

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