Isis, Gentiloni: rischi anche per l'Italia
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Isis, Gentiloni: rischi anche per l'Italia

Il ministro degli Esteri parla della nuova minaccia terrorismo: combattenti dall'Italia.

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28 Dicembre 2014 - 11.59


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«La minaccia terrorismo «è reale e la guardia è sempre alta. Sappiamo che ci sono decine di giovani italiani coinvolti dai terroristi dell’Is. E sappiamo che c’è un fenomeno di ritorno di questi combattenti verso l’Europa e l’Italia. Il rischio riguarda anche noi».

A dirlo è stato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che, intervistato da Avvenire, sottolinea tuttavia che «guai a dire Islam uguale terrorismo o immigrati uguale terroristi. Non confondiamo migranti con i terroristi». L’Is, dice il ministro, «è una minaccia terroristica con caratteristiche senza precedenti. È la prima volta che un terrorismo così crudele cerca di farsi Stato. È una minaccia da fronteggiare con l’opzione militare ma anche con le armi del dialogo interreligioso». La sinistra italiana capisca la necessità di questa opzione militare? «La sinistra capisce il dovere di impegnarsi», ha risposto Gentiloni.

La differenza tra destra e sinistra in politica estera? «Destra è teorizzare una sorta di chiusura autarchica dei nostri confini; è demonizzare l’immigrazione, è sostenere che l’Italia possa chiudersi all’interno dei suoi confini. Sinistra è la consapevolezza che il fenomeno migratorio va regolato, ma per la nostra società è un’opportunità non è una minaccia».

Gentiloni ha parlato anche dei rapporto con la Russia: «Le sanzioni sono un male necessario, ma non possiamo illuderci che la ferita si curi a colpi di sanzioni. Serve cercare una via d’uscita politica». Infine, il ministro affronta il nodo del Patto europeo e dei rapporti tra Roma e Bruxelles: «Con le riforme abbiamo più credibilità per dire all’Europa scorporiamo dal computo del deficit gli investimenti per le grandi infrastrutture. Quest’anno il 3 per cento non si tocca. Ma nei prossimi mesi ci aspettiamo nuovi risultati: il problema non è violare una soglia ma avere margini per investire sulla crescita».

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