Non so voi ma io sono preoccupato
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Non so voi ma io sono preoccupato

Prima o poi doveva succedere. La gente è stufa e alcuni movimenti ne approfittano. C'è solo da chiedersi quando finirà.

Non so voi ma io sono preoccupato
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12 Dicembre 2013 - 19.18


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di Giancarlo Governi

Non so voi ma io sono preoccupato. E anche parecchio. Prima o poi doveva accadere e mi meraviglio che sia accaduto soltanto oggi: doveva accadere che la gente scendesse in piazza a manifestare il disagio e lo scontento. Doveva accadere che scendessero in piazza quelli che hanno perso il lavoro, quelli che non l’hanno mai trovato, quelli che sono strozzati dalle tasse e dalle banche, i pensionati che vivono con una pensione misera. E insieme a loro era inevitabile che scendessero in piazza quelli che aspettavano l’occasione per fare casino, per combattere le istituzioni, quei movimenti politici che vivono ai margini della società e fuori dalla politica e che si infilano nelle occasioni di disagio. Prima o poi doveva accadere che la gente si rivoltasse contro i politici incapaci di fare fronte a questa situazione di emergenza, che non riescono a tagliare i propri privilegi e i propri stipendi, per dire agli italiani guardate che anche noi siamo sulla stessa barca, per questo siamo i primi a dare l’esempio. I tagli alla politica non sono decisivi per il recupero della voragine del deficit, ma avrebbero un valore morale importante.

Anche in Parlamento c’è chi si è infilato nella protesta, Grillo innanzi tutto, che si è lasciato andare a un incitamento alle forze dell’ordine perché “la smettano di proteggere i ministri” e si uniscano anche loro alla protesta. Salvini della Lega addirittura invita i forconi “a venire in Parlamento”. Mentre c’è chi minaccia una nuova “marcia su Roma”, non bastassero le analogie con altri colpi di stato in Italia, ma anche in Cile, quando i trasportatori misero in ginocchio il paese e provocarono la caduta del governi Allende e aprirono le porte alla feroce dittatura di Pinochet. Mentre Berlusconi prevede lo scoppio della rivoluzione se dovessero arrestarlo. Ora alla protesta si stanno unendo tutti coloro che hanno qualche motivo, più o meno legittimo di scontento e questo perché in Italia c’è un vuoto di potere politico spaventoso, in conseguenza anche della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale che ha eletto gli ultimi tre parlamenti.

Come si esce da questa situazione che sta precipitando, con una classe politica inetta e impotente e anche screditata? Come si difenderà la democrazia? Renzi rappresenta la speranza e anche una certezza, ma avrà il tempo di agire e di realizzare le sue proposte, a cominciare dalla riforma della legge elettorale ? Perché una risposta possibile che il Presidente Napolitano può dare a questa protesta che si sta allargando sempre più e sta assumendo i connotati di una rivolta, è lo scioglimento delle camere per andare a nuove elezioni: ma per fare questo è indispensabile una nuova legge elettorale che sia il risultato di un nuovo patto fra gli italiani. Sono sicuro che questo lo pensi anche Matteo Renzi, ma ne avrà il tempo? Non so voi, mai io sono preoccupato. E anche parecchio…

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