Seduta sospesa, con la presidente della Camera Laura Boldrini che convoca una capigruppo. A surriscaldare il clima dell’Aula di Montecitorio, già teso per il via libera al ddl riforme costituzionale fortemente contrastato dai grillini, le parole del deputato M5s Alessandro Di Battista, che ha dato dei “ladri” ai colleghi parlamentari degli altri schieramenti. Il grillino ha fatto anche il gesto delle manette per esprimere meglio il suo concetto.
Il ddl è stato approvato con 397 favorevoli, 132 contrari e 5 astenuti. A favore hanno votato Pd, Pdl e Sc. Adesso il testo torna al Senato per la seconda lettura. Il semaforo verde arriverà tra tre mesi: si tratta, infatti, di una modifica della Costituzione e richiede una procedura aggravata.
“Sbagliavamo quando dicevamo che il Pd è uguale al Pdl – ha detto poi Di Battista – il Pd è peggio del Pdl”. Laura Boldrini lo ha richiato all’ordine commettendo un’involontaria gaffe: “Non offenda, Di Battista”. La tensione è altissima e Simone Baldelli attacca Laura Boldrini: “Qui non è un asilo infantile, presieda con fermezza e serietà”.
Le parole del deputato pentastellato accendono l’ira dei colleghi, “Leone, l’onorevole, ci dà dei pezzi di merda”, ha denunciato in diretta su Twitter la grillina Giulia Di Vita. Subito dopo Boldrini decide di sospendere i lavori dell’Aula.
Dopo l’occupazione del tetto di Montecitorio lo scorso week end, i deputati a 5 Stelle creano scompiglio nell’aula di Montecitorio. Dai banchi dei deputati grillini sono stati issati cartelli e bandiere a difesa della Costituzione con scirtto “No deroga art. 138”. La calma viene ritrovata grazie all’intervento dei commessi d’aula, che hanno rimosso i cartelli e le bandiere.