Vendola: insensati i veti su Prodi
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Vendola: insensati i veti su Prodi

Il leader Sel propone di utilizzare il metodo Boldrini-Grasso: deve essere garante della speranza di cambiamento.

Vendola: insensati i veti su Prodi
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redazione Modifica articolo

14 Aprile 2013 - 16.04


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“Non vorrei mettere in imbarazzo Romano Prodi facendo il suo avvocato difensore, anche perchè questa è una fase in cui indicare un candidato significa bruciarlo specie se a farlo è un partito piccolo come Sel, ma trovo intollerabile immaginare una esclusione di Prodi” dai nomi in corsa per il Quirinale. E’ quanto ha dichiarato Nichi Vendola a ‘In 1/2ora’, intervistato da Lucia Annunziata.

Il presidente della Puglia si dice anche soddisfatto dell’elezione a presidente della Camera di Laura Boldrini, “figlia di una reazione alla nostra sconfitta elettorale quando ho detto rompiamo un tabù: cerchiamo il contatto con i Cinquestelle dove ci sono energie fresche invece che nell’equilibrio dell’inciucio dove c’è puzza di vecchia politica. E incamminarsi su quella strada ha portato al successo dell’elezione di Pietro Grasso al Senato”.

Per il leader Sel, sarebbe auspicabile utilizzare il metodo Boldrini-Grasso anche per la scelta del prossimo inquilino del Colle. “Il ‘metodo Boldrini-Grasso’ è una risorsa anche per il presidente della Repubblica. Conta soprattutto l’identikit del prossimo inquilino del Quirinale. Quando dico che dovrà essere il costode della Costituzione, non faccio un richiamo formale, ma affermo una cosa precisa. In Italia ci sono parti della politica che hanno bombardato i principi della Costituzione. Credo che il presidente della Repubblica non debba essere il garante delle nomenklature, delle lobby e di quella classe dirigente che chiede impunità. Penso che il nuovo capo dello Stato – continua Vendola – debba essere il garante della speranza di cambiamento che c’è oggi in Italia”.

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