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Duemila militanti di Lotta Comunista a Genova

I militanti di Lotta comunista si fanno vedere in piazza. Tanti, visti i tempi. Crtici con Grillo e con Bersani. "Il sistema si aggira, non si cambia dall'interno".

Duemila militanti di Lotta Comunista a Genova

redazione

12 Marzo 2013 - 20.57


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C’è un posto in Italia dove Lotta Comunista non è solo un giornale di difficile lettura, venduto per strada o porta a porta, ma è qualcosa di più: è Genova, città “rossa” per eccellenza, stretta geograficamente tra mare
e montagna e costretta economicamente tra porto e fabbriche.

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Oggi pomeriggio i suoi militanti hanno preso d’assalto gli oltre 2.000 posti del teatro Carlo Felice, il “salotto buono” del capoluogo ligure e simbolo della borghesia cittadina, per l’ennesima manifestazione organizzata dai circoli operai su un tema non proprio di facile digestione: «Impotenza e illusioni
del parlamentarismo». «Questa partecipazione è un successo, è un successo», ripetono i dirigenti, aggiungendo subito: «Ma non è inatteso, è il frutto del radicamento sul territorio».

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Lotta comunista è nata nel dopoguerra ma si è consolidata attorno all’omonimo giornale alla fine del 1965. Fondatori due operai liguri, il savonese Arrigo Cervetto e il genovese Lorenzo Parodi. Da allora il “partito” si è inserito nel tessuto sociale genovese come non è avvenuto altrove: nelle scuole, nelle fabbriche, nella sanità, al porto, «ovunque ci sia un proletario, che non vuol dire solo un operaio ma piuttosto un salariato che lavora e produce per tutti» spiega Piero Ferrazza, uno dei dirigenti.

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La presenza è ancora più forte nei sindacati «dove siamo un punto di riferimento». A Genova Lotta comunista vanta nomi «che contano» nelle sua fila, come l’ex segretario regionale della Fiom, il capo dei “camalli”,
dirigenti scolastici e della sanità pubblica.

Al Carlo Felice i relatori si alternano al microfono. Nella sala – dove fino a pochi giorni fa era in scena il Rigoletto – risuonano parole ormai dimenticate come lotta di classe, internazionalismo, cellule giovanili, imperialismo, opposizione proletaria.

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Giovani impeccabili in giacca e cravatta gestiscono il servizio d’ordine. Lotta comunista è diretta da un collettivo «selezionato per impegno e merito». Tutti i militanti «devono» partecipare all’attività politica e
versano al partito il 10% dello stipendio. «Non abbiamo mai preso finanziamenti pubblici – spiega ancora il dirigente – così come non votiamo. Siamo astensionisti perché la tribuna politica è stata svuotata della sua funzione reale, il Parlamento è stato marginalizzato».

Il Pd? «È per il mantenimento dello status quo, del capitalismo, noi siamo per il superamento». Grillo e il
Movimento 5 Stelle? «Li guardiamo con simpatia anche se si illudono di cambiare il sistema dall’interno mentre per noi va aggirato». E voi? «Noi siamo dove si sente forte il rumore del lavoro».

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