Il Consiglio dei ministri ha approvato il Ddl stabilità all’unanimità. Queste le prime notizie. Non si sa ancora come si sono appianate le tensioni sui tagli ai ministeri e sull’uso delle risorse raccolte con l’asta delle frequenze.
“Continuano ad esserci problemi. La soluzione sembra lontana”: il ministro dello Sviluppo Paolo Romani, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e il titolare dei beni culturali Giancarlo Galan chiedono a Tremonti di rivedere i tagli.
Tagli alle forze dell’ordine
Nella bozza della legge approvata dal Cdm ci sarebbero anche tagli di due milioni per l’anno prossimo per le spese di vitto per il personale dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza impegnato in servizio d’ordine fuori sede. Ma ci sarebbero anche tagli ben più consistenti per le forze dell’ordine: tra il 2012 e il 2013 Carabinieri e Polizia potranno contare su 60 milioni in meno. Il taglio sarà di 10 milioni nel 2012 e 50 nel 2013 e sarà ripartito al 50% tra i due corpi.
L’ira di Romani, senza i soldi per la banda larga
Il ministro Romani è furioso. Dopo che per tutta la giornata di ieri è circolata la notizia dei tagli alle risorse per la banda larga, il titolare del dicastero ha diramato un comunicato stampa infuocato, spiegando il perché questo taglio comporterebbe “gravi danni” per tutto il paese. L’ultima bozza del disegno di legge prevede, a dispetto di quanto stabilito in precedenza, che le entrate extra provenienti dall’asta per le frequenze vengano dirottate tutte al ministero del Tesoro (inizialmente sarebbero dovute restare per il 50% al settore delle tlc, per finanziare la banda larga). Si tratta di 770 milioni di euro, che finiranno invece nel fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato e, in parte, al ministero dell’Istruzione.
2,3 miliardi in meno in tre anni
Non è la prima volta che Tremonti devia con un blitz il percorso delle risorse destinate alla banda larga. E non è questo il solo problema del ministro Romani, alle prese con un taglio al suo dicastero di 2,3 miliardi di euro fino al 2013. Per rimediarvi il ministro potrebbe addirittura intaccare il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, notizia che ha messo in allarme il mondo dell’imprenditoria.
Gli altri delusi: Galan e Prestigiacomo
Ma Romani è in ottima compagnia. Ieri sera il ministro per i beni culturali Giancarlo Galan faceva sapere di non avere ancora potuto vedere la bozza del ddl, “in perfetto stile tremontiano”.
E il ddl sulla Stabilità ha fatto montare su tutte le furie anche la collega dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. I tagli lineari di 7 miliardi di euro previsti dal disegno di legge (in attuazione delle due manovre estive) lasceranno il ministero praticamente all’asciutto, secondo quanto denuncia lo stesso ministro.
A rischio il piano di bonifiche per i siti inquinati
La Prestigiacomo ha detto ieri che le risorse destinate alla tutela del territorio si ridurrebbero in 4 anni del 90%, mettendo a rischio, tra le altre cose, il piano bonifiche per 57 siti inquinati e la gestione dei 60 parchi nazionali. E il ministro minaccia di non votare il provvedimento.
Il decreto sviluppo: impossibile “a costo zero”
C’è poi il nodo del decreto sviluppo, non meno delicato. Ieri dopo il discorso di Berlusconi nell’aula di Montecitorio il premier si è chiuso con Tremonti nell’auletta della Camera riservata al governo. I due sono rimasti chiusi dentro per ben 40 minuti, per cercare un compromesso accettabile. Ma per tutto il tempo il ministro ha continuato a ribadire che i soldi per gli investimenti non ci sono. E il decreto sviluppo, vitale per il paese per il governo, va fatto “a costo zero”.
Una difficile mediazione
Una condizione inconcepibile per tutti gli altri ministri e per lo stesso Berlusconi: gli investimenti richiedono denaro, e bisogna trovarlo.
Oggi Tremonti, sempre più solo, se lo sentirà ripetere in Cdm. Prima, però, ci sarà un tentativo ultimo di mediazione, in programma c’è una riunione alla Camera tra i vari ministri, dove si parlerà proprio di questo.
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