Terroristi pagatori colpiscono l'Italia. Da Scajola a Bossi
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Terroristi pagatori colpiscono l'Italia. Da Scajola a Bossi

Se a un padre di famiglia, onesto lavoratore, togli il diritto di pagare la propria casa, i propri debiti, vuol dire che in Italia non c’è più sicurezza. [Giancarlo Governi]

Terroristi pagatori colpiscono l'Italia. Da Scajola a Bossi
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4 Aprile 2012 - 18.11


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Caro Direttore,

non so se avrai il coraggio di pubblicare questa mia denuncia e ti prego di perdonarmi se approfitto del ruolo che svolgo in Globalist per denunciare alla pubblica opinione e, se necessario, anche alle forze dell’ordine e alla magistratura, una angheria a cui sono sottoposto da tempo e, insieme a me, immagino anche tanti cittadini onesti che non hanno il coraggio di uscire allo scoperto. Fino ad ora ho taciuto anche, te lo confesso, per il timore di ritorsioni e anche un po’ per amore del quieto vivere, ma quando ho visto che vittime di questo sopruso sono anche cittadini molto più importanti e autorevoli di me, mi sono fatto coraggio e mi sono deciso a parlare.

Vengo ai fatti. Da un po’ di tempo a questa parte vedevo sparire dalla cassette delle lettere alcuni avvisi di pagamento di utenze varie. La prima a sparire fu la bolletta del gas, che di solito è la più bassa per chi usa il gas soltanto per cucinare. E proprio perché si trattava di piccole cifre non ci feci neppure caso. Cominciai a preoccuparmi quando a sparire furono le bollette della corrente elettrica e del telefono, molto più consistenti. Alla Telecom e all’Enel, e anche alla società del gas le bollette risultavano regolarmente pagate. Arrivai anche a incolpare il portiere del mio condominio, una persona specchiata una vera istituzione e oramai prossima alla pensione. Il poveretto si mostrò sinceramente offeso del mio sospetto tanto che dovetti chiedergli umilmente scusa. Da allora i nostri rapporti che negli anni erano diventati molto cordiali sono divenuti piuttosto freddi, buongiorno e buonasera e non mi chiama neppure più dottore.

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La mia preoccupazione crebbe quando andai alla Agenzia delle Entrate per pagare un’imposta che intendevo rateizzare, non avendo disponibilità immediata per saldare una cifra piuttosto importante. Il gentile funzionario con cui stavo parlando (alla Agenzia delle Entrate sono diventati tutti gentili, almeno questo…), dopo aver controllato sul suo computer, mi guardò con una espressione che a me sembrò allarmata, mi chiese di pazientare un attimo e si allontanò. Ritornò dopo una decina di minuti che a me sembrarono dieci ore e “il direttore la sta aspettando” disse provocandomi un tuffo al cuore. Il direttore fu molto gentile, mi fece accomodare, mi chiese se gradivo un caffè e poi, dopo un accenno al tempo instabile che tardava a rimettersi al bello, venne al dunque: “Mi dica dottore, ha qualche sospetto?”.

Di fronte al mio stupore riprese: “Di chi possa aver pagato, al posto suo, la cartella dell’Irpef… chessò qualche famigliare… personale di servizio, magari extracomunitario… avete in casa personale del genere?” “Sì, abbiamo una colf moldava… ma non credo che… mi sembra una persona così per bene”. Il Direttore chiamò al citofono un suo collaboratore che arrivò in pochi secondi. “Le presento il dottor Ansedonia, nostro detective privato, che si occuperà del suo caso. Penso che dovrà fare una denuncia alla magistratura”. “Denuncia contro chi…?” “Contro ignoti che hanno pagato le sue tasse… il suo non è un caso isolato, il dottor Ansedonia, le potrà dire che di casi così oramai qui alla Agenzia se ne verificano ogni giorno”. Il dottor Ansedonia intervenne con aria solenne: “Oramai abbiamo raggiunto la certezza che si tratta di gruppi organizzati”.

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Ora vedo che persone molto più autorevoli di me sono rimaste vittime dell’azione sciagurata di questi sconosciuti. I più coraggiosi, come Scajola a cui hanno addirittura pagato di nascosto un appartamento, o come la famiglia di Umberto Bossi a cui hanno pagato, sempre proditoriamente, la ristrutturazione della casa. Scajola, un tipo forte e deciso, ha detto: “Se trovo chi mi ha pagato la casa giuro che lo mando in galera” ma evidentemente si tratta di persone potenti perché delle sue indagini non si è saputo più niente: evidentemente anche una persona come lui continua a brancolare nel buio. Ma ora abbiamo fiducia nel Senatur, persona decisa e grande fustigatore di costumi. Se dice che riuscirà a scovare quei mascalzoni che gli hanno pagato la ristrutturazione della casa gli farà passare un brutto quarto d’ora.

Ora, caro Direttore, ti confesso di avere paura perché se a un padre di famiglia, onesto e lavoratore, come me ma anche come Bossi e Scajola, togli il diritto di pagare i propri debiti e, aggiungerei, anche il piacere di pagare le tasse con orgoglio di cittadino che, fedele al dettato costituzionale, contribuisce, secondo le sue possibilità e secondo il proprio reddito, al mantenimento della cosa pubblica, vuol dire che in Italia non c’è più sicurezza. E poi vorrei farti notare che i colpi di stato incominciano sempre così, da piccoli atti che diventano sempre più diffusi e più eclatanti, di destabilizzazione. Come si diceva una volta, ricordi?, “vigilanza democratica”. Io per una volta darei ragione ai leghisti: istituirei quelle famose ronde per scovare questi attentatori alla sicurezza dello Stato.

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Ti ringrazio per l’ospitalità e ti invio i miei più cordiali saluti.

PS. Mi firmo con una certa apprensione ma come diceva Totò, “siamo uomini o caporali?”. Qualche volta bisogna essere uomini!

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