Flotilla, continuano le accuse degli attivisti italiani: “Pestaggi, catene e umiliazioni dopo l’assalto israeliano”
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Flotilla, continuano le accuse degli attivisti italiani: “Pestaggi, catene e umiliazioni dopo l’assalto israeliano”

Gli attivisti italiani della Flotilla, rientrati dopo il fermo da parte di Israele, denunciano violenze, pestaggi e umiliazioni subite dopo l’assalto alle barche dirette a Gaza.

Flotilla, continuano le accuse degli attivisti italiani: “Pestaggi, catene e umiliazioni dopo l’assalto israeliano”
Un frame del video pubblicato dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir.
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22 Maggio 2026 - 15.49 Culture


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Dopo l’assalto alle barche dirette a Gaza gli attivisti della Flotilla rilasciati da Israele raccontano di aver subito violenze, umiliazioni e abusi. Tra questi pestaggi, catene alle caviglie e maltrattamenti anche contro donne e anziani. Il deputato del M5S Dario Carotenuto, arrivato a Fiumicino insieme al giornalista Alessandro Mantovani, ha raccontato commosso: “Ci pestavano e ci dicevano: ‘Welcome to Israel’”. Questi ultimi sono i primi due italiani rientrati in Italia; gli altri arriveranno nelle prossime ore a Roma e Milano Malpensa.

Uno degli attivisti racconta di essere stato picchiato violentemente da tre uomini fino quasi a perdere la vista. Afferma che lui e gli altri venivano portati in un container, spogliati, lasciati al freddo e malmenati, dicendo di essere stato fortunato rispetto ad altre persone che hanno invece riportato gravi lesioni interne. Secondo la sua testimonianza al pronto soccorso sarebbero stati curati diversi feriti, tra cui anziani e ragazze con fratture e presunti abusi sessuali. A riportare pesanti testimonianze il giornalista Alessandro Mantovani, il quale racconta che gli sarebbero stati tolti i pantaloni con il portafogli e che lui e altri sarebbero stati picchiati, incluse delle donne. Afferma inoltre che venivano chiamati con un numero identificativo, sotto la minaccia delle armi, e tenuti ammanettati e con catene alle caviglie fino all’imbarco sull’aereo.

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Gli attivisti italiani, dopo uno scalo in Turchia, rientreranno in Italia con due voli diretti a Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Secondo Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla, i costi dei biglietti saranno pagati dal movimento, perché non ci sarebbe supporto economico da parte della Farnesina per il rientro. 

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto alle polemiche dicendo che lo Stato ha assistito gli attivisti in tutti i modi possibili, ma che il costo del biglietto di ritorno non spetta al governo. Nel frattempo il team legale italiano della Global Sumud Flotilla ha presentato una denuncia alla procura di Roma, ipotizzando il reato di sequestro di persona e le avvocate hanno annunciato che aggiungeranno nuove testimonianze raccolte dagli attivisti italiani rientrati. Nell’indagine della Procura di Roma entrerà anche un video pubblicato dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, in cui gli attivisti compaiono inginocchiati, con le mani legate e presi in giro.

Infine, il ministro degli Esteri ha annunciato di aver chiesto all’Unione Europea di valutare sanzioni contro il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir. Secondo Tajani, gli attivisti della Flotilla sarebbero stati fermati in acque internazionali e sottoposti a umiliazioni e violazioni dei diritti umani. La richiesta è stata inviata all’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas.

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