Pestaggio su due detenuti, finiscono ai domiciliari 10 agenti penitenziari: tra le accuse anche la tortura
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Pestaggio su due detenuti, finiscono ai domiciliari 10 agenti penitenziari: tra le accuse anche la tortura

Foggia, 10 agenti penitenziari sono finiti ai domiciliari con le accuse di concorso dei reati aggravati di tortura, abuso d'ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, omissione d'atti d'ufficio, danneggiamento, concussione.

Pestaggio su due detenuti, finiscono ai domiciliari 10 agenti penitenziari: tra le accuse anche la tortura
Il carcere di Foggia
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18 Marzo 2024 - 13.52


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A Foggia sono stati arrestati Dieci agenti della polizia penitenziaria, in seguito alle indagini su un pestaggio avvenuto in carcere, lo scorso agosto, ai danni di due detenuti. 

I 10 agenti sono finiti ai domiciliari con le accuse di concorso dei reati aggravati di tortura, abuso d’ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, omissione d’atti d’ufficio, danneggiamento, concussione, falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

Le indagini sono state condotte sotto la direzione della procura della Repubblica dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Foggia e da personale della polizia penitenziaria: gli indagati sono accusati di aver partecipato a vario titolo ad un violento pestaggio, compiuto l’11 agosto 2023 nell’istituto carcerario nei confronti di due detenuti. Contestualmente all’aggressione, secondo la ricostruzione dei carabinieri, due detenuti sarebbero stati inoltre arbitrariamente sottoposti a misure di rigore non consentite.

«Nel corso delle indagini sarebbe stata documentata la predisposizione e la sottoscrizione di atti falsi finalizzati a celare le violenze perpetrate e a impedire che venissero emesse a carico delle persone offese le diagnosi delle lesioni riportate – fanno sapere i carabinieri del comando provinciale – Sarebbero state, inoltre, accertate minacce e promesse di ritorsioni attraverso le quali due indagati avrebbero costretto le vittime a sottoscrivere falsi verbali di dichiarazioni, in cui fornivano una versione dei fatti smentita dagli esiti delle indagini».

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