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Virus e Guerra, all'hub della stazione Termini di Roma vaccini anti-Covid per i profughi ucraini

In contemporanea viene rilasciato il codice per straniero temporaneamente presente per l'accesso a tutti i servizi sanitari.

Virus e Guerra, all'hub della stazione Termini di Roma vaccini anti-Covid per i profughi ucraini

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2 Marzo 2022 - 16.40


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L’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato ha dichiarato che: “L’hub della Stazione Termini di Roma è ora anche destinato alla vaccinazione dei cittadini provenienti dall’Ucraina con il rilascio del codice per straniero temporaneamente presente affinché possano accedere a tutti i servizi sanitari”.

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“La Regione ha immediatamente attivato la macchina sanitaria per accogliere e mettere in sicurezza i primi profughi provenienti nel Lazio dall’Ucraina in questi giorni. Ricoveri per i più piccoli e assistenza medica per tutti”, ha confermato Sara Battisti, presidente della Commissione regionale Affari Costituzionali.

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“Solo il 34,5% degli ucraini è vaccinato con doppia dose, – ha spiegato l’assessore D’Amato, – così abbiamo messo a disposizione con accesso libero tutte le procedure, dai test antigenici ai vaccini su base volontaria al rilascio della certificazione verde e in più assegneremo a tutti il tesserino sanitario Stp-straniero temporaneamente presente, che consente di fruire dei servizi sanitari”.

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“Nell’hub di Termini abbiamo previsto un team minimo con un medico della Asl che ha le credenziali per refertare i vaccini e l’esito dei tamponi antigenici, due amministrativi per il rilascio della tessera Stp che consente ai profughi di accedere a tutte le prestazioni della sanità pubblica italiana e due mediatrici linguistiche e culturali ucraine”, ha detto a Il Sole 24 Ore Giancarlo Santone, responsabile del Samifo, il Servizio “Salute migranti forzati” che fa capo all’Asl Roma 1 e che ha come partner ufficiale il Centro Astalli e collabora fianco a fianco con associazioni ed enti, dalla Croce Rossa alla Prefettura fino all’Alto commissariato per i rifugiati che patrocina l’iniziativa. “Oltre alle esigenze strettamente sanitarie – aggiunge – andrà senz’altro valutato un eventuale supporto psicologico, tarato anche sui bambini”.

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