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Verona ostaggio della violenza fascista: l'Anpi, l'Aned e i sindacati scrivono al prefetto

Gli antifascisti di Verona: "Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una recrudescenza di episodi di violenza politica da parte di gruppi nazifascisti con una intensità e una gravità che non si registravano dall'ottobre 2020"

Verona ostaggio della violenza fascista: l'Anpi, l'Aned e i sindacati scrivono al prefetto
Violenze fasciste a Verona

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20 Febbraio 2022 - 18.38


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A Verona, città dove l’estrema destra neo-fascista e neo-nazista è storicamente presente da decenni, la situazione è in netto peggioramento da tempo. Ci sono tanti troppi episodi di violenza politica, di minacce, di prepotenza senza che nessuno faccia nulla sul serio. E allora l’Anpi, l’associazione deportati, i sindacati e le associazioni studentesche si sono rivolte al prefetto. Nello stesso tempo le forze democratiche sono scese in piazza contro le violenze fasciste.
Questa la lettera

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Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una recrudescenza di episodi di violenza politica da parte di gruppi organizzati che si ispirano all’ideologia nazifascista con una intensità e una gravità che non si registravano dal 28 ottobre 2020, quando cioè i gruppi neofascisti tentarono di mettersi alla testa della protesta contro le misure straordinarie antipandemia cingendo d’assedio il centro storico della città con una manifestazione non autorizzata sfociata in una vera e propria guerriglia urbana.

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Lo scorso 10 febbraio, “Giorno del ricordo”, che la legge istitutiva dedica alla “memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale” si è ripetuto un copione simile a quello degli anni precedenti con gli stessi gruppi neofascisti impegnati ad alzare nuovamente l’asticella dello scontro.

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La commemorazione si ritrova così costantemente ideologizzata attraverso l’imposizione di una memoria e una interpretazione storica unilaterali, che non lascia spazio ad una riflessione sana e obiettiva su quanto accaduto. Diventa il momento dell’anno in cui movimenti e ambienti neofascisti spingono maggiormente per una loro legittimazione politica, allo scopo di inquinare con la violenza e l’intimidazione il dibattito pubblico.


Così ha fatto Casapound, che ha minacciato di impedire l’incontro previsto per il 10 Febbraio tra gli studenti veronesi e lo storico Eric Gobetti presso la scuola Copernico-Pasoli, incontro poi fortemente osteggiato dalla giunta comunale tanto da arrivare al suo annullamento.

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La sera del 7 febbraio, le vie della città sono state teatro dell’azione delle ronde illegali di Casapound: a farne le spese sono stati una donna e un uomo che, colpito al volto, è dovuto ricorrere alle cure mediche con una prognosi di trenta giorni.


Precedentemente, sabato 22 gennaio in via Mazzini un gruppo di circa venti militanti aveva aggredito con calci, pugni e colpi di “ombrello” tre ragazzi. Gli stessi aggressori, oscurando solo i volti, hanno fotografato e diffuso via social la propria capacità di cancellare l’identità personale nel segno dell’omologazione, vestendosi tutti nello stesso modo e abbracciandosi nel nome di quella che chiamano ‘fratellanza’.

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Un modello sempre più favorito dalla complicità e dal benestare delle istituzioni cittadine, come confermato dall’autorizzazione concessa dal Comune alla manifestazione del 10 febbraio indetta dal Veneto Fronte Skinheads, e dal patrocinio concesso al concorso scolastico sull’Amor di Patria dedicato al maggiore Fulvio Balisti, gerarca fascista.


Alla legittimazione istituzionale, non solo nella città di Verona ma anche in provincia, si accompagna una presenza inquietante sul territorio cittadino. Nelle ultime settimane la città è stata letteralmente tappezzata di propaganda fascista e di scritte sui muri e non sono mancate intimidazioni più o meno velate ad altre organizzazioni, in particolare nella zona universitaria.

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Scelte e fatti che assegnano alla città l’immagine di una città laboratorio del neofascismo.
Tutto questo deve finire. Non è oltremodo tollerabile che si avvallino iniziative che mirano solamente a creare un clima di violenza e di intimidazione nei confronti del resto della cittadinanza mettendone a rischio l’incolumità. Non è tollerabile che si continui a chiudere gli occhi di fronte alla presenza di sedi di movimenti neofascisti in alcuni quartieri della città, dalle quali i militanti estremisti partono per “presidiare” le vie della città con “ronde” e aggressioni.


Verona non è questa, Verona non può continuare ad essere ostaggio di gruppi estremisti.
Con questo appello ci prefiggiamo dunque l’obiettivo di aggregare nella maniera più ampia possibile, tutte le forze democratiche e antifasciste veronesi attorno alle associazioni che storicamente ne hanno incarnato i valori e la promozione, a partire dall’Anpi, allo scopo di dare merito e rendere evidente l’impegno che le cittadine e i cittadini di “sana e robusta costituzione democratica” testimoniano attraverso le molteplici iniziative e l’impegno personale.

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Una necessità resa oggi ancora più impellente dalla cronaca, sempre più pervasa da fatti che inquietano per la spregiudicata intraprendenza di persone, gruppi e formazioni che ispirate dall’ideologia nazifascista spadroneggiano in città.
Per questo chiediamo in primis alle Istituzioni cittadine e al Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza di farsi carico della situazione, affinché nessuno comprometta l’autorevolezza delle istituzioni, condizione indispensabile per il rispetto della vita civile e democratica nel pieno rispetto dei ruoli e delle prerogative previste e affidate loro dalla Costituzione.


Per questo chiediamo ai rappresentanti delle istituzioni, a partire dal Prefetto, di farsi carico delle preoccupazioni contenute nel presente documento a testimonianza della volontà dei firmatari di rafforzare il rapporto con la Verona democratica e antifascista.
Un rinnovato impegno per riaffermare i valori della Costituzione e per preparare anche quest’anno un 25 Aprile di Liberazione!


ANPI Verona, ANED Verona, CGIL Verona, CISL Verona, Rete degli Studenti Medi, UDU Verona

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