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A Palermo ci si vaccina dal barbiere: così è stato convinto anche un no-vax a fare la prima dose

Una formula vincente lanciata da Nunzio Reina, parrucchiere palermitano responsabile area produzione e benessere di Confesercenti Sicilia

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Barbiere

globalist

3 Dicembre 2021


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Una trovata per incentivare le vaccinazioni: come ha scritto Antonio Mercurio – Agi -dal 2 dicembre all’ingresso del centro benessere di via XX Settembre, a Palermo, all’elenco dei prenotati si è aggiunta, inaspettatamente, l’adesione di un cittadino che ha chiesto la prima dose.

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Barba, capelli e vaccino, una formula vincente se è riuscita a far breccia persino tra le resistenze di un no-vax. Una richiesta che si somma alle oltre 35 raccolte in queste ore per partecipare all’iniziativa – lanciata da Nunzio Reina, parrucchiere palermitano responsabile area produzione e benessere di Confesercenti Sicilia – che prevede la possibilità di ricevere il vaccino anti-Covid dal barbiere e dal parrucchiere.

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“Oggi è andata benissimo – racconta ad AGI con orgoglio Reina – perché le persone qui trovano un ambiente diverso, più familiare, e si lasciano andare”. Diversi clienti, in realtà non erano a conoscenza della singolare iniziativa, ma hanno scelto di partecipare con entusiasmo. “Il massimo l’abbiamo raggiunto con la presenza di un signore che non si era mai vaccinato”, aggiunge.

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Un risultato positivo, confermato da Rosario Iacobucci, il responsabile hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo del capoluogo: “In totale abbiamo portato con noi circa una trentina di dosi e per la maggior parte dei casi si è trattato di richiamo, a eccezione di un signore sui 50 anni che si è presentato all’ingresso di buon mattino senza alcun preavviso”. Tutto si è svolto con molta regolarità e l’equipe sanitaria, composta da due medici, un infermiere e due amministrativi, si è occupata di tutte le procedure, dall’anamnesi al rilascio della certificazione”.

Uno scenario inconsueto, tra lozioni e dopobarba che non ha turbato più di tanto i sanitari ormai abituati a operare nei luoghi più disparati. “In realtà da quando è cominciata la stagione estiva, siamo stati nei mercati e nelle pizzerie – ha confermato Iacobucci – per noi quindi non è inusuale, sicuramente è una buona forma di prossimità e in futuro il vaccino deve entrare sempre più nelle nostre normali abitudini di vita”.

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In molti, tuttavia, sono clienti abituali, come racconta Vincenzo Cefalù, 48 anni, mentre è seduto sulla poltrona con il viso ancora insaponato: “Ho approfittato subito di questa iniziativa eccezionale per il richiamo della terza dose. Reputo sia una soluzione eccellente, che fa risparmiare del tempo e rende tutto più semplice e normale, come dovrebbe essere la vaccinazione in questo momento storico”. Un esperimento al momento unico ma che potrebbe anche ripetersi, questo almeno l’auspicio di Reina: “Sarebbe bello che questo progetto venisse replicato anche in altre parti d’Italia perché solo insieme possiamo ottenere numero sostenuti e sconfiggere la pandemia”.

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