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A un mese dalla tragedia del Mottarone, ecco la nuova vita piccolo Eitan

L'unico sopravvissuto allo schianto della cabina sul Mottarone resta affidato alla tutela della zia Aya, a Travacò Siccomario, nel Pavese

<picture> Amit Biran ed il figlio Eitan, l'unico sopravvissuto della tragedia della funivia Stresa-Mottarone </picture>
Amit Biran ed il figlio Eitan, l'unico sopravvissuto della tragedia della funivia Stresa-Mottarone

admin

23 Giugno 2021


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Tanto affetto e compassione per il piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone a causa del quale è rimasto orfano. I vigili del fuoco hanno inviato a Eitan un elmetto da pompiere con il suo nome e una maglietta di Grisù, il noto draghetto-pompiere dei cartoni animati. “Vigili del fuoco vicini al piccolo Eitan, l’elmo con il suo nome glielo abbiamo mandato dal personale sanitario dell’ospedale Regina Margherita di Torino dove è ricoverato – scrivono i vigili del fuoco sul loro account Twitter -. Forza Eitan, siamo tutti con te”.
Resta affidato alla tutela della zia Aya e dello zio Ore, a Travacò Siccomario, nel Pavese, Eitan Biran, il bimbo di 5 anni, unico sopravvissuto alla strage della funivia dello Stresa Mottarone. Il piccolo è arrivato il 10 giugno, dopo 18 giorni di ricovero all’ospedale Regina Margherita di Torino e dopo che gli psicologi gli avevano comunicato che i suoi genitori e il fratellino Tom, di 2 anni, non c’erano più.
Da allora Eitan ha iniziato un lungo percorso per ricominciare a vivere, sotto l’occhio vigile di zia e nonna e l’affetto delle cuginette e dei parenti arrivati da Israele. Mentre Pavia si prepara a un evento a lui dedicato, a un mese dalla tragedia in cui sono morte 14 persone.
Ormai Eitan sa che mamma e papà non torneranno, ma, come riferisce La Stampa, una notte, si è rivolto al nonno materno Shmulik Peleg chiedendogli proprio “Dove sono i miei genitori?”.
E passa le sue giornate nella villetta a due piani, con le cuginette con le quali andava a giocare al parco Rossignoli, in Borgo Ticino, con alcuni gatti e con la zia Aya, medico nel carcere di Vigevano.

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