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Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo: "Un pensiero a Stefano e grazie ai procuratori"

L'avvocato: "Il nostro pensiero va ai procuratori Giuseppe Pignatone, Michele Prestipino e Giovanni Musarò, dopo tante umiliazioni è per merito loro che siamo qui"

Fabio Anselmo e Ilaria Cucchi
Fabio Anselmo e Ilaria Cucchi

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7 Maggio 2021 - 15.57


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Subito dopo la sentenza della Corte d’assise di Roma che ha inasprito la pena di un anno a due carabinieri riconoscendo l’omicidio preterintenzionale di Stefano Cucchi, portando così la pena complessiva a 13 anni di carcere, è arrivato il commento della sorella di Stefano, Ilaria, e del compagno, nonché suo avvocato, Fabio Anselmo
“Il nostro pensiero va ai procuratori Giuseppe Pignatone, Michele Prestipino e Giovanni Musarò, dopo tante umiliazioni è per merito loro che siamo qui. La giustizia funziona con magistrati seri, capaci e onesti. Non servono riforme”, dice  Anselmo.
“Il mio pensiero va a Stefano e ai miei genitori che oggi non sono qui in aula. E’ il caro prezzo che hanno pagato in questi anni”, ha aggiunto Ilaria Cucchi.
Gli avvocati dei  carabinieri: accusa ingiusta, andremo in Cassazione
“Pensavamo che non si potesse fare peggio della sentenza ingiusta come quella di primo grado, ma oggi abbiamo la conferma che la giustizia non guarda più al dato processuale e la conferma è oggi con l`accoglimento di una impugnazione completamente inammissibile, che ha condannato ancor più gravemente gli imputati di questo processo. 
La nostra speranza è il giudice delle leggi, la Cassazione. Ci rivedremo lì”.
Così ha detto l’ avvocato Maria Lampitella, difensore del carabiniere Raffaele D’Alessandro, dopo la sentenza di appello del processo per la morte di Stefano Cucchi.
Antonella De Benedictis, che assiste il carabiniere Alessio Di Bernardo, ha aggiunto: “Sono molto amareggiata, c’ è una perizia medica che accerta il fatto che Stefano Cucchi sia morto in conseguenza dell’ ostruzione di un catetere, ritengo l’ omicidio preterintenzionale non sia giusto. Ricorreremo in Cassazione”.
I due militari hanno avuto 13 anni di pena.
L’avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore del maresciallo Roberto Mandolini, ha spiegato: “Prima di commentare una sentenza bisogna leggere le motivazioni, vedremo su quali basi sono state escluse le attenuanti generiche nei confronti dei carabinieri imputati”.

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