Votate insieme le decisioni su Radio1. Nel Consiglio siedono tutti i partiti tranne il PD. E sul servizio pubblico cala il silenzio.
Nel Consiglio di Amministrazione Rai del 30 luglio il nuovo palinsesto ndela Radio è passato tutto insieme ed è stato votato. Da una parte i tagli, dall’altra le promozioni.
Risultato: fuori dalla conduzione Geppi Cucciari da “Un giorno da pecora”. fuori “Lupus in fabula” di Pietrangelo Buttafuoco e Dentro, con più spazio, Claudia Conte e “La mezz’ora legale”.
Via, 26 anni di radio cancellati, e dentro una giornalista “giovane e di giovane curriculum” promossa. E un Cda che, ad oggi, non ha spiegato nulla.
“Un giorno da pecora”: una trasmissione storica che prende il via con Sabelli Fioretti e arriva a geppi Cucciari
“Un giorno da pecora” non nasce ieri. Diventa programma centrale del palinsesto di Radio2 nel 2009, andando ad occupare lo spazio che era stato di Fiorello con Viva Radio2.
Innovativo e dissacrante, nasce con la conduzione di Claudio Sabelli Fioretti, fino al 2015. Poi passa a Geppi Cucciari che per un decennio lo trasforma: più satira politica, taglio colto e tagliente, diventato il punto di riferimento dell’ironia su Radio1.
16 anni in totale. 9 anni con Geppi da sola.
Oggi la ricca e potente Rai , del nostro Canone, dice addio a Geppi Cucciari
La notizia è uscita il 1° agosto. Da settembre Geppi Cucciari non condurrà più “Un giorno da pecora”. Al suo posto arriva Nancy Brilli.
Motivazione ufficiale: “nuovo corso di palinsesto”. Decisione votata il 30 luglio.
Ma cosa c’entra Nancy Brilli con un programma del genere?
Si è voluto edulcorare l’unico spazio di satira di Radio1 con un’attrice che pubblicamente in diverse occasioni ha mostrato apprezzamento per la presidente del Consiglio, definendola “una donna solida, coerente, preparata, che sa il fatto suo”. Ospite di Un giorno da pecora nel 2023 aveva detto senza mezzi termini: “meglio Meloni che Schlein”.
E poi il caso di “Lupus in fabula”: tagliata la pillola di Buttafuoco
Sempre il 30 luglio la Rai ha cancellato la pillola quotidiana delle 6:50 condotta da Pietrangelo Buttafuoco, attuale presidente della Biennale di Venezia.
Fabrizio Roncone su 7 il supplemento del Corriere della Sera l’ha definita “una bottega della parola” e ha parlato chiaro: il taglio pagherebbe le polemiche per l’apertura del padiglione russo alla Biennale.
Ma non ci sono stati solo tagli senza dati e spiegazioni lo stesso metodo si è avuto per le promozioni : più spazio a Claudia Conte
La giornalista, ultimamente ha fatto parlare ampiamente di se per aver dichiarato pubblicamente una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. ma oggi si parla di Lei perchè ottiene più spazio con “La mezz’ora legale”, che resta in onda e si rafforza proprio mentre le storiche trasmissioni vengono chiuse o rivoluzionate immotivatamente..
Colpa dei dirigenti Rai certamente, ma anche di un Cda Rai che decide e sopratutto non comunica
Qui sta il punto. Le mancate conferme,le cancellazioni e le promozione sono state votate nel Cda del 30 luglio.e quali sono le opinioni dei Consiglieri su queste novità ?
Un Cda in cui sono rappresentati tutti i partiti, tranne il PD. Eppure su due decisioni che riguardano il servizio pubblico non è arrivato un comunicato, una relazione, un appello , una lettera ai Parlamentari, nulla Solo indiscrezioni diffuse dai mezzi di informazione..
Il silenzio non è un caso. È una scelta.
Se il motivo è politico, come nel cambio di conduzione di ” un giorno da Pecora” e nel taglio a Buttafuoco, sarebbe gravissimo che passi in un Cda “politico” senza l’informazione e la trasparenza dovuta al Parlamento che li votati ed ai cittadini che hanno votato i Parlamentari (e che pagano Canone).
Se il motivo è editoriale, è dovere del Cda spiegarlo con i dati a tutti e principalmente a chi paga il Canone.
Chiudere e promuovere è una scelta editoriale. Farlo tutti insieme, a voti, e poi tacere è una scelta politica di cui quel Cda si assume la responsabilità.