La corsa per salvare la 'Colonia Dux', l'ecomostro di Cagliari abbandonato da anni
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La corsa per salvare la 'Colonia Dux', l'ecomostro di Cagliari abbandonato da anni

Mangiata dalla salsedine e dall'incuria, la struttura si è trasformata in un vero e proprio ecomostro, ma la recente modifica alla sua destinazione per 'uso sanitario' ha fatto scattare la corsa per aggiudicarsela. 

Colonia Dux
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27 Aprile 2021 - 12.16


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Su Agi Maddalena Brunetti riporta la storia della Colonia Dux di Cagliari, la struttura realizzata negli anni ’30 sull’arenile della famosa spiaggia del Poetto inizialemte per ospitare bambini bisognosi, poi trasformata in ospedale durante la Guerra e successivamente abbandonata, diventando rifugio per i senzatetto e luogo prediletto dai writer. Mangiata dalla salsedine e dall’incuria, la struttura si è trasformata in un vero e proprio ecomostro, ma la recente modifica alla sua destinazione per ‘uso sanitario’ ha fatto scattare la corsa per aggiudicarsela. 
Sono tre le società che si fanno avanti: vince la Sa&Go, mentre la seconda arrivata, la Prosperius, corre a bussare alle porte del Tar. Il ricorso pendente diventerà solo l’ultimo degli intoppi: dopo l’aggiudicazione, il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dà parere negativo e pone un vincolo sull’immobile dell’osannato architetto Badas rendendo impossibile modificare travi, pilastri e solai. La gara prevedeva la demolizione del vicino Pronto Soccorso di proprietà del Demanio, il quale non vuole rinunciare alle sue cubature e chiede in cambio altri spazi. Infine gli uffici tecnici comunali fanno sapere che lo stabile ricade in una vincolatissima zona G, dove le volumetrie non possono essere spostate. Un disastro: la Sa&Go si ritira e tutto si riferma. A rimescolare le carte ci pensa il Consiglio di Stato: torna in pista la ricorrente, la Prosperius che sul Poetto vuole realizzare un centro di riabilitazione. La struttura sta per essere consegnata all’impresa quando un gruppo di senzatetto che ha scelto l’ex pronto soccorso come casa, fa slittare tutto ancora una volta.

Il nodo centrale però è un altro: Regione e società avviano un lungo braccio di ferro sui posti letto che la Prosperius vuole accreditare per la sua casa di cura. Una partita giocata tutta sugli accrediti: la Regione paga le prestazioni sanitarie effettuate dai privati, che devono però avere accreditamenti per i loro posti letto, ognuno dei quali deve avere apposita autorizzazione. I calcoli per la divisione di questo budget si facevano, per legge, sulla base della popolazione territoriale di ogni Asl. Il mercato delle case di cura private era già saturo quando la Prosperius prova ad ottenere gli accrediti. Siamo ormai nel 2013 e la società abbandona la Colonia Dux, annunciando una richiesta di risarcimento danni, respinta definitivamente nel 2017. Si torna allo stallo mentre le spese, a carico della Regione, per la guardiania dell’immobile continuano a salire. 

Nel frattempo si fa largo un’idea ‘rivoluzionaria’. Qualcuno inizia a pensare che su una spiaggia ci starebbe meglio un albergo piuttosto che un ospedale. Comune e Regione avviano gli iter per le modifiche che consentono di trasformare l’ecomostro in hotel. I percorsi per trasformare la destinazione d’uso e il Piano urbanistico comunale vengono completati lo scorso anno. L’obiettivo è “fruizione turistica del compendio che ricomprende il Poetto e il parco di Molentargius” che con le sue saline e gli splendidi fenicotteri rosa offre spettacoli naturali unici: la scenografia perfetta per un albergo sul mare. Il cambio di destinazione d’uso ha scatenato la gara per la ‘Colonia Dux’. Sei società hanno presentato un manifestazione d’interesse per gestire ‘l’idrovolante pronto a decollare’ sul mare di Cagliari.

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