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Infermieri no-vax provocano un focolaio in una casa di riposo a Fiano Romano: 27 positvi

Nel comune alle porte della Capitale le infezioni dovute alla scelta di alcuni, tra infermieri e operatori, di non sottoporsi al vaccino.

Focolaio in una casa di riposo a Fiano Romano
Focolaio in una casa di riposo a Fiano Romano

globalist

27 Marzo 2021 - 15.15


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Servirà mettere una regola per i sanitari che rinunciano a vaccinarsi, visti tutti i danni che si rischia stando a contagio anche con persone più anziane.

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Dopo il caso di Lavagna (nove contagi partiti da un operatore sanitario no vax), tocca a Roma. Più precisamente a Fiano Romano, comune a 20 chilometri dalla Capitale, dove 27 anziani della Casa di riposo e riabilitazione di via Venezia hanno preso il Covid. Un mini focolaio dovuto alla scelta di alcuni, tra infermieri e operatori, di non sottoporsi al vaccino.

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Una decisione che, come è evidente, rischia di recare grossi danni e che il governo sta pensando di impedire con un decreto ad hoc.

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I medici dell’unità speciale dei tamponi si sono recati nella struttura per controllare gli anticorpi dei contagiati e capire se qualche paziente avesse bisogno di essere trasferito d’urgenza in ospedale.

Al momento fortunatamente non è stato necessario, ma trattandosi di persone molto anziane (l’età media degli ospiti della casa è 85 anni, molti hanno diverse patologie) la situazione andrà controllata costantemente. 

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“Abbiamo paura che il virus evolva, che la situazione si aggravi, speriamo di no” ha dichiarato il titolare dell’ospizio. Per fortuna 24 ospiti su 36 avevano accettato la puntura del siero anti-Covid. In 15 si sono re-infettati lo stesso, ma come hanno dimostrato gli studi scientifici sul vaccino, il farmaco evita che il virus evolva, che la malattia diventi grave, non scongiura il contagio.

 Infatti i 15 vaccinati trovati positivi erano tutti asintomatici.

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Altri 12 ospiti invece non avevano fatto il vaccino. Sono loro ad essere tenuti d’occhio con particolare attenzione dall’equipe arrivata sul posto.

 Il focolaio è stato innescato da un’operatrice socio-sanitaria che ha contagiato altri 2 colleghi. Da lì, il virus ha viaggiato di letto in letto, trasformando la struttura immersa nel verde, tutta cipressi e piante rampicanti, vetrate e pannelli d’acciaio, in un cluster di Covid-19.

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Fino all’arrivo dei camici bianchi dell’Asl Roma 4. Per paradosso, sono intervenuti gli stessi medici che si erano presentati solo un paio di mesi fa con siringhe e boccette per l’iniezione del vaccino.

 Cosa accadrà adesso, in attesa che il governo vari una norma ad hoc per costringere gli operatori sanitari a vaccinarsi? L’operatrice no-vax che ha dato origine al cluster non sarà licenziata. “Credo di no, non la licenzierò. Però è dura, il danno lo ricevono in prima battuta i nostri ospiti, poverini, noi pensiamo sempre prima di tutto al loro bene. Se si fossero vaccinati tutti quanti eravamo più tranquilli” ha precisato il titolare della struttura di Fiano Romano.

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