Arcuri: "L'Italia gialla durerà poco se continuiamo a fare assembramenti"

Il commissario straordinario: "Se ricominciamo a far finta di niente perderemo di nuovo il controllo dell'epidemia"

Arcuri

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globalist 1 febbraio 2021
Ha parlato così ieru il commissario straordinario all'emergenza Covid Domenico Arcuri, ospite di Fabio Fazio a 'Che tempo che fa'.




"Le misure introdotte a Natale hanno sortito gli effetti auspicati - ha spiegato - i contagi si riducono relativamente, scende la pressione sulle terapie intensive e dei malati negli ospedali. Allo stato attuale il comportamento dell'epidemia in Italia è sostanzialmente sotto controllo. Ma se noi dopo che ci siamo colorati di giallo ricominciamo a far finta di niente e assistiamo a scene come quelle che ho guardato in tv e sui siti con terrore perderemo di nuovo il controllo dell'epidemia perché il virus non è stato sconfitto".


''Dall'inizio si cerca di tenere insieme la salute, il lavoro e diciamo l'istruzione, quando si è gialli questo è possibile. E' molto importante per il pil, per l'occupazione. A fronte di questo tutti dobbiamo avere comportamenti responsabili'' ha sottolineato. Bisogna capire che ''non è ancora il momento di poter fare quella vita naturale che tutti sogniamo'', "dobbiamo evitare gli assembramenti e fare di tutto per restare gialli".


Quanto ai vaccini, ''a fronte di un grande sviluppo di ricerca e sperimentazione a mio modo di vedere non è stato fatto un uguale sforzo per attrezzare i siti produttivi. E' stato immaginato di poter produrre una quantità di vaccini clamorosamente superiore all'attuale capacità produttiva - ha affermato - A fronte di un grande sforzo di capacità non è stato fatto da parte dei produttori un altrettante sforzo di implementazione dei siti produttivi''.


"Abbiamo iniziato con uno schema che prevedeva l'arrivo nel primo trimestre di 28,3 milioni di vaccini. Stiamo lavorando con uno schema che prevede nel primo trimestre l'arrivo di 11,2 milioni di vaccini, oltre il 60% in meno" ha spiegato Arcuri, sottolineando che "i vaccini che abbiamo a disposizione sono largamente meno di quelli che ci era stato detto avremmo avuto a disposizione''.


Fino all'annuncio dei tagli di Pfizer, "l'Italia è stato il Paese che si era comportato meglio in Europa, era il Paese che aveva fatto più vaccini. In media ne faceva 80mila. Dopo l'annuncio se ne sono fatti 34mila in media, anche perché le Regioni hanno iniziato a conservarsi la seconda dose".


''Stasera siamo il Paese d'Europa che ha più vaccinati. Sono 618mila le persone vaccinate che hanno ricevuto la prima e la seconda dose'' ha riferito il commissario straordinario.


Quanto al "vaccino di AstraZeneca, che dobbiamo somministrare alle persone fino a 55 anni, è una opportunità importante per ridurre la moltiplicazione contagi''.