L'Italia oggi: tra zona gialla e arancione
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L'Italia oggi: tra zona gialla e arancione

"Zona gialla non significa scampato pericolo" avverte il ministro Roberto Speranza in un post su Facebook.

Italia in zona rossa
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8 Febbraio 2021 - 08.51


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L’Italia si risveglia oggi quasi tutta in zona gialla, con regole e misure meno rigide per gran parte del territorio nazionale. Sulla base dei report Covid diffusi dall’Istituto superiore di sanità con l’indice Rt che si attesta a 0.84 saranno in zona gialla 17 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto. Zona arancione, invece, per la Provincia Autonoma di Bolzano (che però con ordinanza regionale entra in lockdown), Puglia, Sicilia, Umbria. Nessuna regione in zona rossa e zona bianca.

“Zona gialla non significa scampato pericolo” avverte il ministro Roberto Speranza in un post su Facebook. “Serve massima prudenza su tutto il territorio nazionale. Non dobbiamo vanificare i progressi delle ultime settimane, risultato dei sacrifici fatti finora. Il virus circola e il rischio, anche per via delle varianti, resta alto. Non possiamo scherzare con il fuoco”, scrive Speranza.

“Quasi tutta Italia in zona gialla non significa che siamo tornati alla normalità” ribadisce Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. “E’ importante non cambiare la rotta che ci ha portato fino a qui, se la situazione è migliorata è merito di tutto il Paese” ha detto ieri sera ospite a ‘Che Tempo che fa’.

Coprifuoco e spostamenti – Il coprifuoco è fissato dalle 22 fino alle 5. Dopo quell’ora ci si può muovere solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute. Per spostarsi in quegli orari bisognerà fare un’autocertificazione. Resta l’obbligo di mascherina anche all’aperto, a eccezione dei bambini sotto ai sei anni, di chi svolge attività sportiva e di chi ha patologie. Fino al 15 febbraio è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, tranne quelli per esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute.

Visite – Una sola volta al giorno è permesso spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata della stessa Regione o Provincia autonoma, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle che già vivono nella casa di destinazione. Chi si sposta può portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Scuola – Le scuole superiori adottano la didattica in presenza almeno al 50 per cento ed entro il limite del 75 per cento. Per medie ed elementari resta la didattica in presenza, ma con l’obbligo di mascherina per i bambini con più di sei anni. Le università organizzano la didattica con le autorità regionali.

Bar e ristoranti – Per bar e ristoranti restano le regole di apertura dalle 5 alle 18, consegna a domicilio consentita, asporto possibile con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. I musei possono rimanere aperti dal lunedì al venerdì tranne nei giorni festivi.

Cinema, teatri e sport – Rimangono chiusi i cinema, i teatri, le sale scommesse, le sale da gioco, le discoteche, le sale da ballo, le sale da concerto, le palestre, le piscine, i parchi tematici, le terme, i centri benessere. I negozi sono aperti ma i centri commerciali sono chiusi nel weekend. Chiusi gli impianti sciistici fino al 15 febbraio, previa autorizzazione delle autorità regionali, in base alla situazione sanitaria.

Saranno istituite, tuttavia, delle micro zone rosse per tenere sotto controllo la circolazione di varianti del virus. Da oggi fino al 21 febbraio in Umbria, nei comuni della Provincia di Perugia e in quelli di Amelia, Attigliano, Calvi dell’Umbria, Lugnano in Teverina, Montegabbione e San Venanzo della Provincia di Terni, un’ordinanza della Regione prevede l’entrata in vigore delle misure più restrittive.

In Toscana a causa della presenza di casi di variante brasiliana e sudafricana l’area di Chiusi nel senese sarà “in rosso” per una settimana. Chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado e l’ attivazione della didattica a distanza.

Disposizioni “particolari” anche in Abruzzo, dove torna la didattica a distanza per le scuole superiori, mentre sarà zona rossa l’area di Tocco da Casauria. Infine in Sicilia, il presidente della Regione Nello Musumeci ha previsto già da venerdì scorso l’entrata in vigore della zona rossa per Tortorici nel messinese.

Zona rossa in Molise, con restrizioni e misure più severe per 27 comuni. Lo stabilisce l’ordinanza firmata dal governatore Toma, che introduce la svolta per contrastare la diffusione del coronavirus. I comuni interessati dall’ordinanza sono Termoli, Acquaviva Collecroce, Casacalenda, Castelmauro, Civitacampomarano, Colletorto, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Mafalda, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Palata, Petacciato, Portocannone, Ripabottoni, Rotello, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Tavenna e Ururi.

Tre settimane di lockdown per l’Alto Adige. “Chiusi bar, ristoranti, buona parte dei negozi e strutture ricettive del turismo” è quanto stabilito dalla Giunta provinciale. “Didattica a distanza per scuole elementari (da mercoledì 10), scuole medie e scuole superiori” da oggi. “Dopo le vacanze di Carnevale, elementari e medie torneranno alle lezioni in presenza, una settimana di Dad in più per le superiori. Divieto di spostamento dal proprio comune di residenza se non per motivi di lavoro, di salute e di necessità”.

 

 
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