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Bonaccini indagato per abuso d'ufficio ma Borgonzoni ha già deciso: "Condanna politica irrevocabile"

La vicenda riguarda le presunte pressioni denunciate un anno fa dal sindaco Pezzolato che sostiene che Bonaccini avrebbe rimosso dei dipendenti perché la vice sindaca avrebbe votato Borgonzoni

Bonaccini e Borgonzoni
Bonaccini e Borgonzoni

globalist Modifica articolo

27 Gennaio 2021 - 15.25


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Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, risulta indagato per abuso d’ufficio per una vicenda di presunte pressioni denunciate un anno fa dal sindaco di Jolanda di Savoia, Paolo Pezzolato, che sostiene che, dopo la decisione della vicesindaca Elisa Trombin di appoggiare la candidata leghista Borgonzoni alle regionali, Bonaccini avrebbe fatto pressioni perché Comuni limitrofi rifiutassero di condividere con Jolanda di Savoia alcuni dipendenti. Il caso era emerso pochi giorni prima delle elezioni poi vinte da Bonaccini. 
“Sono tranquillo, esattamente come le ero un anno fa. Non solo perché ho fiducia nell’azione della magistratura, ma anche perché sono totalmente estraneo ai fatti riportati. Peraltro, della trasparenza e dell’onestà ho fatto le bandiere del mio impegno politico amministrativo, come sa bene chi mi conosce. Tengo sempre nettamente distinti il piano politico da quello istituzionale” ha detto Boanccini. 

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Ma, esattamente come un anno fa, la prima a parlare è stata Lucia Borgonzoni, avversaria elettorale leghista di Stefano Bonaccini, che ha dichiarato: “L’iscrizione nel registro degli indagati del presidente Bonaccini ed i motivi che hanno portato a ciò, sono – se verificati nei termini riportati dalla stampa – dal punto di vista politico, di una gravità assoluta”.
Sul piano giudiziario, “faranno chiarezza i giudici e le indagini, sull’aspetto politico – sottolinea invece Borgonzoni – è inaccettabile pensare che un presidente di Regione possa fare pressioni di qualsiasi tipo su un eletto e rappresentante dei cittadini, che dipende per molti atti amministrativi dai fondi e dalle decisioni della regione stessa”. 
“Ci auguriamo che tale comportamento non sia stato messo in atto con altri amministratori, perché riteniamo che chi governa ha il dovere di trattare tutti allo stesso modo, non solo chi lo appoggia o gli è piu’ vicino. Vedremo se la condanna giudiziaria arriverà – conclude la leghista- ma quella politica c’è già ed è irrevocabile”.

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