A Salvini dico: giù le mani da Paolo Borsellino

Pudore: "ritraimento d'animo da laide cose, ritegno, vergogna". Certo, anche a provarci, sarebbe una missione impossibile spiegare alla Lega

Salvini con il volto di Paolo Borsellino nella mascherina

Salvini con il volto di Paolo Borsellino nella mascherina

Onofrio Dispenza 8 gennaio 2021
Pudore: "ritraimento d'animo da laide cose, ritegno, vergogna". Certo, anche a provarci, sarebbe una missione impossibile spiegare a Matteo Salvini il significato di pudore, però gli si potrebbe far sapere che in Sicilia è un valore tra i più preziosi, tra quelli tenuti in maggior conto dalla gente onesta. Ma lui conosce poco la Sicilia e quella gente. A lui basta intercettare il movimento scomposto e disperato di quella parte di Sicilia che è alla deriva per responsabilità di chi avrebbe dovuto meglio occuparsene, evitandone lo smarrimento.La Sicilia onesta, quella che negli anni più difficili di Palermo, dell'Isola e del Paese, stampò sui lenzuoli il volto di Giovanni Falcone e a distanza di pochi giorni quello di Paolo Borsellino, mettendoseli addosso, sul cuore.
Sì, Paolo Borsellino, il magistrato il cui volto, con sfrontatezza e con una insopportabile dose di strumentalizzazione, il leader della Lega ha ostentato questa mattina a Palermo, in via d'Amelio, dove il magistrato siciliano saltò in aria con altri servitori dello Stato e delle istituzioni democratiche. 
Salvini è dovuto venire in Sicilia per un paio di processi che lo vedono sotto accusa per quel che ha fatto sull'immigrazione durante il suo passaggio al Viminale. Ha colto l'occasione per passare, così conciato, da via d'Amelio e lì parlare della sua strategia politica per Palermo e per la Sicilia. Circondato da un nugolo di giornalisti che, a leggere le cronache, non hanno fatto rilevare quanto fosse inopportuno strumentalizzare il volto di Paolo Borsellino. Aspetto di essere smentito o di restare sgomento nello scandalo. Ma questa è un'altra storia, amara.
Borsellino, dicevamo, come Falcone, come Piersanti Mattarella, come i magistrati, i poliziotti i giornalisti, i sindacalisti e tanti siciliani "comuni" che hanno pagato con la vita la condivisa idea di civiltà. Tutti avevano un filo che li legava: il valore della legalità, il valore delle istituzioni democratiche. Borsellino non avrebbe mai potuto condividere un solo passo del suo percorso con chi ruba soldi pubblici e li fa sparire, anzi lavorava giorno e notte per ricostruire i percorsi dei soldi fatti illegalmente. Mai un passo con chi, come è accaduto a Washington, aizza contro le istituzioni e i simboli della democrazia. Come ha fatto Trump, sconcertando il mondo intero. Quel "Trump" che fino a qualche giorno fa campeggiava sulla mascherina del leader leghista.
Si faccia sapere a Salvini che non basta un gesto della mano per rimuovere il simbolo del male sostituendolo strumentalmente con un pezzo di memoria della Sicilia degli onesti. Continui a prendersi i voti, se gli riesce ancora, ma giù le mani da quello che è carne della nostra carne.