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Insegue e sperona la sorella che aveva una relazione con un trans: lei cade dallo scooter e muore

Maria Paola Gaglione era sul motorino con il compagno quando è stata raggiunta dal fratello che si opponeva alla relazione. L'episodio a Caivano

Maria Paola Gaglione
Maria Paola Gaglione

globalist

13 Settembre 2020 - 09.14


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Una terribile storia di trans-omofobia e di ignoranza: all’inizio si era pensato ad un tragico incidente, ma poi le indagini hanno portato a ben altro. Antonio Gaglione, 25 anni, ha ucciso la sorella ventenne speronando il suo scooter e ha pestato a sangue il compagno trans della ragazza ferito dopo essere caduta dalla moto. Il motivo? Non sopportava più quella che per lui era una “vergogna”, ovvero la relazione sentimentale tra i due. L’uomo è stato arrestato.


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Maria Paola Gaglione, 22 anni, e il suo compagno Ciro, un coetaneo trans, avevano una relazione stabile, cementata da qualche anno di convivenza.

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È in ospedale, ferito ma non in gravi condizioni, il compagno di Maria Paola, un ragazzo trans, nato di sesso femminile che si percepisce uomo. Tra i due il rapporto era molto forte, al punto che avevano deciso di convivere, trasferendosi da Caivano ad Acerra

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Per Antonio però, riporta il Mattino, quella storia d’amore, mai nascosta ma nemmeno sbandierata a tutti i costi, vissuta come normale quotidianità di affetti e passione, era insopportabile. E cosi l’altra notte Antonio in preda ai suoi pregiudizi onotransfobici ha deciso che servisse una lezione (ma lezione per cosa?) ha inforcato il suo scooter e ha seguito Maria Paola e Ciro che a bordo della loro moto erano in viaggio da Caivano ad Acerra.

Il parrocco: “Causa è assenza di cultura”

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“La storia di Maria Paola è molto triste, non ci ho dormito. Ho battezzato lei e il fratello, quest’ultimo l’ho anche sposato qualche anno fa. Non credo volesse davvero uccidere la sorella, forse voleva darle una lezione, saranno le indagini a stabilirlo. Di certo non era preparato culturalmente a vivere la relazione della sorella con un’altra donna”. Sono le parole di Don Maurizio Patriciello, parroco al Parco Verde di Caivano, che conosceva sia la famiglia Gaglione sia quella della compagna di Maria Paola, Cira, che però ha scelto di farsi chiamare Ciro. Da quanto appreso, entrambe le famiglie risiedono al Parco Verde di Caivano, complesso residenziale tra i più degradati dell’hinterland napoletano, divenuto noto qualche anno fa per le vicende di pedofilia che coinvolsero la piccola Fortuna Loffredo, tanto da meritarsi l’appellativo di “Parco degli Orrori”. “Non sapevo della relazione tra le due ragazze – prosegue don Patriciello – ma sapevo della scelta di Ciro, che rispetto; per loro non sarà stato facile. Ancora oggi queste persone fanno fatica a farsi accettare”. Il sacerdote teme che la situazione possa degenerare, specie sui social, dove la madre del ragazzo ha scritto un post di difesa del figlio. “Sui social ho letto brutti commenti, attacchi tra le famiglie, ma è necessario stare calmi e attendere che le indagini facciano il proprio corso”.

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