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Le urla 'lesbica di m**da' e la getta dalle scale: in ospedale una donna di Alessandria

A rivelare la brutta vicenda avvenuta venerdì e stata l’associazione LGBTQIA+ “Tessere Le Identità” di cui la donna è socia da lungo tempo. Attraverso i suoi canali social, l’organizzazione ha ricostruendo il drammatico racconto di Claudia Cecconello. 

Le urla 'lesbica di m**da' e la getta dalle scale: in ospedale una donna di Alessandria
Claudia Cecconello

globalist

10 Maggio 2022 - 17.35


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Una donna di 53 anni di Alessandria è finita in ospedale a seguito di un’aggressione omofoba avvenuta nel proprio palazzo: un uomo che in passato l’aveva già insultata l’ha spinta giù dalle scale urlandole ‘Lesbica di me**a”. 

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A rivelare la brutta vicenda avvenuta venerdì e stata l’associazione LGBTQIA+ “Tessere Le Identità” di cui la donna è socia da lungo tempo. Attraverso i suoi canali social, l’organizzazione ha ricostruendo il drammatico racconto di Claudia Cecconello. 

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L’episodio pare abbia avuto origine da un diverbio tra vicini ma è sfociata poi in insulti omofobi e infine nella violenta aggressione. Protagonista un uomo che, secondo la vittima, già in passato l’aveva insulta ma fermandosi alle parole e ai dispetti. “Non so se questa persona ce l’abbia con me perché sono lesbica. Tempo fa ha insultato un altro condomino chiamandolo ‘brutto frocio di m…a’ ma ha problemi con diverse persone nel palazzo” ha raccontato la donna.

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“Una lite fra condomini, diranno in molti, eppure dopo i primi battibecchi ecco che arrivano gli insulti: ‘sei una lesbica di M….’ poi i calci, i pugni fino a rotolare giù dalle scale rischiando di rompersi l’osso del collo” scrivono gli attivisti di “Tessere Le Identità”, aggiungendo: “Stiamo parlando di Omotransfobia, di quella radice tossica che ancora infesta le nostre comunità, nascosta nell’intimo di molte persone, travestita dai sorrisi, dalla tolleranza e da quelle frasi che sentiamo spesso: io non ho problemi con i gay, basta che stiano al loro posto”.

”È vergognoso che alla luce di questi fatti di violenza non sia ancora stata approvata una legge che protegga le persone dai crimini di odio senza che nessuno sia escluso. Ci chiediamo quante vittime dovranno essere ancora massacrate prima di ritrovarci in una società costruita sul rispetto delle diversità. Tutta l’associazione si raccoglie attorno a Claudia, nella speranza che la giustizia faccia il suo corso e che l’Italia si renda consapevole delle sue mancanze prima di diventare responsabile di questi fatti” conclude l’associazione.

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