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Scuola, Massimo Galli: "La febbre va misurata a scuola, farlo a casa è una scorciatoia"

L'epidemiologo: "Dire di farlo a solo a casa è una scorciatoia, non dà le stesse garanzie e scarica sul genitore, sull'utenza, tutta una responsabilità e funzione che credo vada condivisa e non attribuita". 

Massimo Galli
Massimo Galli

globalist

11 Settembre 2020 - 13.19


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Sulla proposta della Ministra Azzolina di far isurare la febbre agli studenti a casa dai genitori, mentre Fabrizio Pregliasco si è detto d’accordo, Massimo Galli ha espresso parere contrario: “La misurazione della febbre a mio avviso non può essere fatta solo a casa. Andrebbe effettuata anche a scuola e lo ripeto da tempo. Dire di farlo a solo a casa è una scorciatoia, non dà le stesse garanzie e scarica sul genitore, sull’utenza, tutta una responsabilità e funzione che credo vada condivisa e non attribuita”. 
Il tema è caldo, e preoccupa i genitori che dovranno armarsi di termometro e pazienza ogni mattina e vivere con l’ansia che ogni giorno possa attivarsi la macchina che porta alla quarantena. Sul fronte scientifico si dibatte anche sulla validità della soglia d’allarme fissata a 37,5 gradi di temperatura. Per Galli, “con questi chiari di luna, stabilire le cose con certezza ha un senso limitato, tenendo conto che parliamo di una malattia che in una parte dei casi – almeno il 30% – è del tutto asintomatica. La misurazione della febbre è una parte del tutto e in fin dei conti forse definire se la soglia è 37 o 37,5 può essere meno importante, anche se condivido le perplessità”, espresse per esempio dal virologo Andrea Crisanti.
“Un abbassamento a 37 sarebbe da prendere in considerazione – ragiona Galli – ma implicherebbe di trovarsi a considerare sospette una quantità enorme di infezioni non ‘vere’. C’è dunque una posizione intermedia di buonsenso: lasciamo 37,5 come soglia ma, considerando che ci sono casi addirittura senza febbre, diventa importante valutare le situazioni, per esempio la presenza di qualche fratello o di qualcuno in famiglia con la febbre o altri sintomi. Andrebbero poste domande. Quello che è certo è che tutto questo apre uno scenario assai complicato”.

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