Firenze all'avanguardia, stop alla ‘tampon tax’: il ciclo non è un lusso

Il Consiglio comunale del capoluogo toscano ha approvato la mozione che chiede di abbassare costi e imposte sui prodotti igienici femminili essenziali

Tampax

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globalist 8 settembre 2020

“No alla ‘tampon tax’: le mestruazioni non sono un lusso”. Così Firenze chiede di abbassare costi e imposte sugli assorbenti. Il Consiglio comunale del capoluogo toscano, infatti, ha approvato ieri la mozione, presentata da diversi consiglieri Pd contro l’imposta sui prodotti igienici femminili essenziali (assorbenti interni, esterni, coppette mestruali).


Nella nota diffusa, si legge che l’atto “chiede di verificare con Farmacie Fiorentine – Afam S.p.A. la possibilità di applicare prezzi particolarmente contenuti e promozionali sui prodotti sanitari e igienici femminili, (quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali) ed ogni altra eventuale iniziativa per migliorare la disponibilità e l’educazione all’uso di questi prodotti da parte delle donne ed in particolare delle fasce più svantaggiate”.


Il Consiglio fiorentino chiede anche di “sollecitare il Governo ed il Parlamento a prevedere un’immediata riduzione dell’aliquota (dell’IVA, ndr), attualmente al 22%, per i prodotti igienico-sanitari femminili, per arrivare poi alla totale detassazione dei beni essenziali alla salute ed all’igiene femminile”.


All’unanimità i consiglieri del capoluogo della Toscana hanno chiesto anche di “affrontare ed approfondire il fenomeno della ‘povertà mestruale’, anche, eventualmente, attraverso uno studio qualitativo delle fasce economicamente a rischio, e prevedere un piano di agevolazioni economiche per l’acquisto di prodotti sanitari e igienici femminili per le fasce più deboli”.