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Cristallo (Sardine): "Meloni attacca Guccini ma è inquietante che non lo smentisca..."

La referente calabrese del movimento: "L'artista aveva cantato 'con i fasci della Meloni che vorrebbero ritornar' e lei non ha toccato assolutamente quella parola"

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

globalist

26 Aprile 2020 - 14.27


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In effetti il 25 aprila 2020 è stato quello nel quale gli amici dei fascisti e i nemici dei partigiani hanno dato il meglio del peggio.
“Meloni risponde a Guccini ma, cosa inquietante, non lo smentisce là dove canta “con i fasci della Meloni che vorrebbero ritornar”…”. Lo scrive su Facebook Jasmine Cristallo, referente calabrese della Sardine. “Giorgia Meloni – è la premessa di Cristallo – ha risposto a Guccini. L’ha fatto facendo la vittima e proponendo una lista di accuse verso i partigiani. L’ha fatto dimenticando che quella era una guerra e che le partigiane ed i partigiani non erano asceti. Il dizionario Treccani, alla voce “partigiano” recita: “Chi fa parte di formazioni irregolari armate che agiscono sul territorio invaso dal nemico esercitando azioni di disturbo o di guerriglia”. Era una guerra e le guerre si combattono. Era una guerra ed il nemico era spietato”.
I “nazifascisti – prosegue Cristallo – sono stati autori di crimini contro l’umanità. Brutali assassini che avevano come fine ultimo la sottomissione di popoli e lo sterminio di altri. I partigiani combattevano per la libertà, la stessa che ha reso possibile la nascita della Repubblica. Il problema dell’Italia è che non ha ospitato un processo come quello tenutosi a Norimberga. Il problema dell’Italia è che non ha mai fatto davvero i conti con quella pagina agghiacciante di storia. Una storia che ha simbolicamente inizio con il massacro di Giacomo Matteotti, reo d’aver denunciato le barbarie che le camice nere compivano nelle campagne”.
Poi Cristallo torna sul punto: “La Meloni, dicevo, ha risposto a Guccini con una lista, ma la cosa inquietante è che non ha smentito il cantautore. Lui aveva cantato “con i fasci della Meloni che vorrebbero ritornar” e lei non ha toccato assolutamente quella parola! L’ha addirittura rivendicata utilizzando un “noi”. Un inquietante “Noi”. Il fascismo è un crimine come previsto dall’art. 4 della legge Scelba attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione”. Il “fascismo – conclude – è un crimine e rivendicarne l’apparenza nel giorno della Liberazione, in un tempo emergenziale come questo è gravissimo e pure pericoloso. Ne va della tenuta democratica del Paese. Dovremmo chiedere a gran voce un’interrogazione parlamentare su quel “noi”….”.

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