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Anaao conferma: "In Lombardia inviti ai malati di Covid-19 a fare causa ai medici"

Lo afferma il segretario di Anaao Assomed Lombardia, Stefano Magnone, che spiega di almeno un caso confermato

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globalist

2 Aprile 2020 - 15.52


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Il segretario di Anaao Assomed Lombardia, il sindacato dei medici, Stefano Magnone (medico su uno dei fronti più duri dell’epidemia, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo), ha confermato quanto denunciato negli scorsi giorni, affermando che c’è almeno un caso documentato in Lombardia di invito ai malati di coronavirus a fare causa legale alla sanità per ottenere risarcimenti. 
Lo schermo utilizzato in regione è quello di un srl che collabora con studi legali, quindi l’invito non viene direttamente da un professionista in toga. Tuttavia, spiega Magnone, “anche solo il porsi nei confronti di un potenziale cliente in questo modo, un cliente che ha ancora gli occhi lucidi per il dramma mentre c’è uno che ti mette in mano il biglietto da visita e dice ‘dai facciamo causa che sicuramente qualcosa portiamo a casa’, ecco è una cosa che non si può descrivere”.
“Il momento è drammatico non solo per i medici, le persone non possono vedere i parenti, le persone muoiono senza i propri cari, ci siamo solo noi”, racconta Magnone. Fortunatamente, seppur esecrabile, questa non è un’attività diffusa, anche se da condannare. “Ho mandato proprio ieri una lettera a tutti i colleghi in Lombardia denunciando questa cosa, senza far riferimento ad annunci particolari – racconta Magnone – perché ce n’è stato più di uno, però ho allegato una risposta dell’Unione lombarda dell’Ordine degli avvocati in cui appunto si stigmatizzavano questi annunci e si sottolineava che questa intanto è una pratica contraria al codice deontologico, tanto più in una fase come questa, e poi si sottolineava il fatto che in ogni caso i consigli degli ordini possono aprire dei procedimenti disciplinari nei confronti di questi studi legali”.
Dopodiché, come sottolinea il segretario lombardo di Anaao il problema è che “alcuni annunci sono fatti da srl e non da studi legali di professionisti”.
Trattandosi di “forme giuridiche diverse a quel punto uno può fare segnalazioni anche al Garante per la concorrenza o ad altri organismi”. Questi annunci non sono nuovi ai medici. A colpire il segretario lombardo dei medici Anaao è stato che in uno di questi annunci pubblicati sui social veniva utilizzato anche l’hashtag #coronavirus. Un gesto definito semplicemente “indegno” da Magnone. Insomma, “in questo annuncio che poi e’ stato ritirato da Facebook con anche un post non dico di scuse ma di spiegazione, tra gli hashtag era presente #coronavirus”. Questo significa che “non era un annuncio solito, come avevano già fatto in passato, sulle infezioni ospedaliere o sulla malasanità o su altre stupidaggini”, sottolinea, “ma c’era anche il coronavirus, quindi il riferimento all’emergenza. Come se nel mondo non morisse nessuno di coronavirus ma muoiono solo in Italia, o in Lombardia in particolare”. Magnone aggiunge, dopo aver denunciato la situazione ieri pomeriggio, di avere “la casella piena di segnalazioni che non ho ancora avuto modo di leggere”.

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