Il boss mafioso Scotto intascava il reddito di cittadinanza

Nasce inoltre una polemica per la partecipazione di Scotto alla festa di San'Antonio, stigmatizzata dall'Arcidiocesi di Palermo: "Che nessun mafioso pensi di usare la Chiesa come passerella"

Gaetano Scotto arrestato

Gaetano Scotto arrestato

globalist 19 febbraio 2020
Per sua stessa confessione si è scoperto che il boss Gaetano Scotto, arrestato martedì con l'accusa di associazione mafiosa, percepiva il reddito di cittadinanza. L'inchiesta, coordinata dalla Dda di Palermo, ha portato in cella otto mafiosi del clan dell'Arenella. Scotto, coinvolto nell'indagine sulla strage di Via D'Amelio, era stato scarcerato nel 2016. 
Polemiche sulla partecipazione di Scotto alla festa di Sant'Antonio
Il boss mafioso Gaetano Scotto si trovava a bordo dell'imbarcazione che trasportava la statua di Sant'Antonio durante la processione a Palermo. Scotto, che è tra gli otto arrestati nel capoluogo siciliano per affiliazione alla famiglia mafiosa del quartiere Arenella, è stato così fermamente condannato dall'Arcidiocesi di Palermo: "Che nessuno creda quindi di poter trasformare un evento di fede e di devozione in una sorta di 'passerella' attraverso codici di comunicazione che nulla hanno a che fare con la religiosità popolare autentica e ispirata unicamente all`annuncio del Vangelo".
"L'Arcidiocesi di Palermo precisa che la presenza del boss a bordo dell'imbarcazione privata che trasportava la statua del Santo non è riconducibile in alcun modo né alla Confraternita 'Sant'Antonio di Padova all'Arenella' (organizzatrice dei festeggiamenti) né tanto meno alla parrocchia di Sant'Antonio di Padova".
"La Confraternita si è anzi premurata di indicare al proprietario dell'imbarcazione il numero di coloro che potevano accompagnare la statua del Santo durante la processione via mare in ottemperanza alle disposizioni della Capitaneria di Porto di Palermo e delle autorità marittime. Se qualcuno - e tra questi lo Scotto - ha deciso di salire a bordo fuori dalle procedure che devono essere normalmente seguite, ciò non è minimamente ascrivibile alla responsabilità degli organizzatori dei festeggiamenti e della parrocchia del luogo".
"Il parroco della chiesa di Sant'Antonio di Padova don Francesco Di Pasquale e i responsabili della Confraternita 'Sant'Antonio di Padova all'Arenella' non soltanto stigmatizzano l'eventuale presenza di soggetti legati alla criminalità mafiosa che approfittano della presenza di centinaia di fedeli per mischiarsi alla folla ma prendono le distanze da ogni possibile forma di strumentalizzazione di un evento religioso che deve essere vissuto soltanto in ragione di una fede e di una devozione autentiche".