Sul blog di Porro deliri islamofobi e fotomontaggi della Boldrini con il velo
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Sul blog di Porro deliri islamofobi e fotomontaggi della Boldrini con il velo

L'articolo di Corrado Ocone dal titolo "La prima violenza sulle donne è quella islamica" è stato anche ritwittato da Daniela Santanché

Il fotomontaggio di Laura Boldrini
Il fotomontaggio di Laura Boldrini
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26 Novembre 2019 - 15.10


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Il giornalista Corrado Ocone, sul blog NicolaPorro.it ha scritto un articolo che è stato anche ritwittato da Daniela Santanché, dal titolo “La prima violenza sulle donne è quella islamica”. 
Al centro dell’articolo sta la tesi di Ocone secondo cui il femminismo italiano e occidentale sarebbe malato di ‘sinistrismo’: ossia che non si riesce a superare il cortocircuito dovuto all’imperativo della ‘casa madre’ (le eminenze grigie del movimento femminista, nella logica di Ocone) di rispettare qualunque cultura, anche la più sessista, e il fatto che l’Islam sia “una religione che si fa politica e commina pene e manda a morte chi osa opporsi ai suoi dettami”. 
L’estremismo islamico è una piaga mondiale: non ci possono essere dubbi su questo. Come lo è l’estremismo cristiano (quello di chi, per esempio, va a Verona perché vorrebbe vedere negato alle donne in diritto all’aborto o agli omosessuali quello di sposarsi e di avere una famiglia), come lo è qualsiasi tipo di estremismo che mira a limitare la libertà altrui. Ma cercare di approfittare della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne per una becera propaganda antislamica è una mossa da vigliacchi. 
Senza contare che l’articolo riporta dati discutibili: “Le statistiche ridimensionano tutte drasticamente il fenomeno del femminicidio” scrive Ocone. Bene, prendiamole le statistiche, in particolare quelle dell’Istat riferite all’anno 2018: “La serie storica degli omicidi per genere mostra come siano soprattutto gli omicidi di uomini a essere diminuiti in circa 25 anni (da 4,0 per 100.000 maschi nel 1992 a 0,8 nel 2016), mentre le vittime donne di omicidio sono rimaste complessivamente stabili (da 0,6 a 0,4 per 100.000 femmine). Il diverso andamento degli omicidi di uomini e donne ha dunque radicalmente modificato il rapporto tra i sessi. Per i maschi, sebbene l’incidenza degli omicidi si mantenga tuttora sempre nettamente maggiore rispetto alle femmine, i progressi sono stati molto visibili. Per le donne, che partivano da una situazione molto più favorevole, la diminuzione nel tempo ha invece seguito ritmi molto più lenti, fino ad arrestarsi”. 
E ancora: “Delle 133 donne uccise nel 2018, l’81,2% è stata uccisa da una persona conosciuta. In particolare, nel 54,9% dei casi dal partner attuale o dal precedente (dal partner attuale 47,4%, corrispondente a 63 donne, dal partner precedente 7,5%, pari a 10 donne), nel 24,8% dei casi (33 donne) da un familiare (inclusi i figli e i genitori) e nell’1,5% dei casi da un’altra persona che conosceva (amici, colleghi, ecc.)”. 
Ecco quindi che sarebbe bello vedere le ‘statistiche’ che hanno ridimensionato il fenomeno da cui ha attinto Ocone. 
Infine, ciliegina sulla torta, un’attenzione particolare va posta alla foto che Ocone ha scelto come corredo all’articolo: un fotomontaggio di Laura Boldrini con un velo. La Boldrini nell’articolo non è citata neanche una volta, quindi il perché di questa scelta è ascrivibile all’ossessione malsana che la destra ha nei confronti dell’ex presidente della Camera. 

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