Segre: "Cancellare il nome di Vittorio Emanuele III dalle scuole, firmò le leggi razziali"
Top

Segre: "Cancellare il nome di Vittorio Emanuele III dalle scuole, firmò le leggi razziali"

La senatrice ha fatto questa proposta incontrando la professoressa Dell'Aria di Palermo, che lavora proprio in una scuola intitolata al sovrano

Liliana Segre
Liliana Segre
Preroll

globalist Modifica articolo

31 Maggio 2019 - 16.22


ATF

È sicuramente destinata a sollevare parechcie polemiche la proposta della senatrice a vita Liliana Segre di eliminare l’intitolazione di scuole e istituti al re Vittorio Emanuele III, ossia il sovrano che promulgò le leggi razziali nel 1938. La senatrice ha fatto la sua proposta incontrando a palazzo Giustiniani la professoressa Rosa Maria Dell’Aria e i suoi studenti dell’Iti ‘Vittorio Emanuele III’ di Palermo, dopo la vicenda del video realizzato dai ragazzi e per il quale la docente ha subito una sospensione di 15 giorni.
“Cancellare quel ‘Vittorio Emanuele III’ – ha affermato – non deve essere un lavoro difficile, basterebbe togliere un numero romano… Se dopo tanti anni – ha proseguito – sono ancora molti gli istituti intestati a Vittorio Emanuele III vuol dire che c’è un preoccupante vuoto di memoria e di sentimenti”.
Nella mia vita tutti gli occhi delle persone a cui ho visto fare del male erano segnati dall’indifferenza. E quando mi si chiede se ho perdonato, rispondo ‘no’, e non dimentico. Quello che ho visto era assolutamente troppo, a cominciare dalla freddezza di chi compiva certe azioni”.
“Tuttavia – ha aggiunto la senatrice – non vado nelle scuole a parlare di odio e di vendetta. Anche per questa ragione sto tentando di presentare un disegno di legge contro l’hate speech, cioé quelle parole di odio che oggi fanno ancora più paura. Anche nel vostro filmato sui migranti (nel corso dell’incontro è stato proiettato il video realizzato dagli studenti in cui si parlava delle leggi razziali e del decreto Salvini, alla base del provvedimento disciplinare nei confronti della professoressa Dell’Aria, ndr) è l’indifferenza a regnare sovrana. Ma oggi – ha osservato ancora Liliana Segre – c’è libertà di parola e il vostro caso anche per questo è diventato importante”.

Native

Articoli correlati