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Il Re al Pantheon? La comunità ebraica: 'Un insulto a tutti noi che qui subimmo la deportazione'

Lo ha detto la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, interpellata sul desiderio di parte di casa Savoia di seppellire Vittorio Emanuele III al Pantheon.

La Cappella di San Bernardo, dove stata accolta la salma della regina Elena e dove troveranno posto nel loculo accanto le spoglie di Vittorio Emanuele III di Savoia, Vicoforte (Cuneo)
La Cappella di San Bernardo, dove stata accolta la salma della regina Elena e dove troveranno posto nel loculo accanto le spoglie di Vittorio Emanuele III di Savoia, Vicoforte (Cuneo)

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18 Dicembre 2017 - 10.23


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Continuano le polemiche per il ritorno in patria delle spoglie di Vittorio Emanuele III. “Ho letto e sono convinta che le istituzioni su questo, come ci hanno dimostrato negli ultimi anni, sapranno prendere la posizione giusta. Sarebbe veramente uno scempio mettere la salma vicino a questo luogo che è stato quello della deportazione di tanti ebrei italiani”. Lo ha detto la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, interpellata a margine della presentazione del restauro del Portico d’Ottavia, sul desiderio di parte di casa Savoia di seppellire Vittorio Emanuele III al Pantheon.

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La salma è arrivata nel Santuario di Vicoforte, dove ha trovato posto accanto a quella della moglie, Elena, già traslata nei giorni scorsi da Montpellier. Le spoglie sono giunte a Cuneo con un volo dell’Aeronautica militare dall’Egitto. C’è chi lo vorrebbe tumulato nel Pantheon a Roma. La Comunità ebraica tuona: fu complice ‘di quel regime fascista di cui non ostacolò mai l’ascesa’ che ‘genera profonda inquietudine’. Sinistra e ‘Liberi e Uguali’ chiedono perché ‘sia stato usato un aereo dell’ Aeronautica militare, un volo di Stato’, che, per Carlo Smuraglia ‘urta le coscienze’. Emanuele Filiberto: ‘da Savoia errori ma guardare avanti’.

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“In un’epoca segnata dal progressivo smarrimento di Memoria e valori fondamentali il rientro della salma del re Vittorio Emanuele III in Italia non può che generare profonda inquietudine, anche perché giunge alla vigilia di un anno segnato da molti anniversari”, tra cui “gli 80 anni dalla firma delle Leggi Razziste”. Lo sottolinea la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, ricordando che “Vittorio Emanuele III fu complice di quel regime fascista di cui non ostacolò mai l’ascesa”.

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