La segretaria del Silp-Cgil: il decreto sicurezza genera solo odio e instabilità

Michela Pascali, 45 anni, è la nuova segretaria del Sindacato di polizia. Omosessuale e attiva nel campo Lgbt, lavorerà anche per combattere sessismo e omofobia nelle forze armate

Michela Pascali

Michela Pascali

Giuseppe Cassarà 13 gennaio 2019

Quaracinque anni, da vent’anni in polizia, prima alla Polfer di Milano e poi alla questura di Firenze. Michela Pascali è da ieri anche segretario nazionale del Silp-Cgil, il più numeroso sindacato dei lavoratori della polizia di Stato. Una donna e peraltro una donna omosessuale: Michela convive infatti con la sua compagna ed è attiva nel campo Lgbt, ad esempio come vice presidente dell’associazione Polis Aperta.


Donna e omosessuale: lei stessa ha dichiarato però che non è stata eletta certo solo per questo, ma che sicuramente si tratta di un simbolo forte. C’è ancora molta omofobia all’interno delle forze di polizia?


C’è sicuramente molta ignoranza, e casi di omofobia molto gravi. Io spero che con la mia elezione molti membri del corpo di polizia possano vivere la loro vita sessuale e personale in serenità, cosa che spesso ancora non è possibile.


Ho avuto diverse esperienze con persone maleducate a livelli indicibili, ma molte altre anche con colleghi rispettosi e civili. Oltre l’omofobia, anche il problema del sessismo è da non sottovalutare. Per questo sono stata onorata quando mi è stata proposta la segreteria nazionale, come donna e come donna omosessuale. Farò di tutto per portare tematiche importanti al centro del dibattito all’interno del Silp.


Lei è molto attiva nel campo delle tematiche Lgbt. Come ha intenzione di lavorare, da segretario del Silp, in questo senso?


Innanzitutto, una precisazione: parlare di tematiche Lgbt per me è parlare di diritti civili, del diritto fondamentale di sentirsi bene e al sicuro a livello psicofisico. Ed è fondamentale che, specialmente chi fa un lavoro pericoloso come il nostro, viva in una condizione di benessere. Chi vive bene con sé stesso vive meglio con gli altri e a contatto con la cittadinanza, che è il centro del lavoro delle forze di polizia. Secondo me, i diritti civili sono strettamente legati al diritto dei lavoratori: lavorare in un ambiente sicuro, sano e senza pregiudizi è importante per lavorare meglio, per eliminare la paura. E c’è molta paura in Italia in questo momento.


Io spero sinceramente che con il mio lavoro il corpo di Polizia possa divenire un esempio per tutta la cittadinanza. Ciò che per me è più importante, il cardine del mio lavoro, è il benessere dei lavoratori della polizia, a prescindere dal loro orientamento e dal loro credo.


Ha parlato di paura, e non possiamo fare a meno di pensare al decreto Salvini. All’interno del Silp qual è la percezione del decreto sicurezza?


Sicuramente molto negativa. Questo decreto rivanga odio e paura per l’altro, genere un senso di insicurezza che fa molto male al paese e desta enorme preoccupazione in polizia, perché porta a instabilità. Ed è nell’instabilità che accadono gli incidenti.


La sua elezione però è un bel segno di speranza e di civiltà. Grazie, Michela, e buon lavoro.