Torino, iscritto all'anagrafe il figlio di due madri: è la prima volta in Italia
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Torino, iscritto all'anagrafe il figlio di due madri: è la prima volta in Italia

La sindaca Appendino ha firmato l'atto: "quanto mai urgente aprire un dibattito nel Paese in tema di diritti"

Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni
Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni
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23 Aprile 2018 - 12.58


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Come annunciato la scorsa settimana la sindaca di Torino, Chiara Appendino, ha registrato nell’anagrafe cittadina il figlio di due mamme nato in Italia. Si tratta del primo riconoscimento alla nascita di un bimbo di una coppia omogenitoriale. Una svolta epocale per l’Italia perché mai un primo cittadino aveva fatto questa scelta senza la disposizione di un tribunale.
Appendino ha firmato l’atto che riconosce Niccolò Pietro come figlio di Chiara Foglietta, vicecapogruppo del Pd in consiglio comunale, e della compagna Micaela Ghisleni, bioeticista. La sindaca di Torino ha anche trascritto gli atti di nascita di altri due bambini gemelli nati all’estero da una coppia composta da due uomini.
“Questo – ha detto Chiara Foglietta, una delle neo mamme – è il primo bambino nato in Italia da due mamme a poter risultare fin dalla nascita come figlio di due madri. Dobbiamo ringraziare la sindaca Appendino e tutti quelli che in questi anni hanno combattuto per il riconoscimento di diritti che dovrebbero valere per tutti”.
“È un risultato importante – ha detto l’altra mamma, Micaela Ghisleni – per tutte le famiglie omogenitoriali. Abbiamo fatto anche la richiesta al tribunale di dare il doppio cognome. Questo è un riconoscimento di uguaglianza e non un privilegio”.
“Per la prima volta la città di Torino – aveva scritto la sindaca Appendino annunciando la decisione – si trova dinnanzi a casi inediti di nuove forme di genitorialità che richiedono del tutto legittimamente il riconoscimento di quella che per loro è una famiglia, intesa come luogo fisico ed emotivo in cui due o più persone si amano e costruiscono insieme il futuro proprio e dei propri figli. Da mesi stiamo cercando una soluzione compatibile con la normativa vigente. Dopodiché la nostra volontà è chiara e procederemo anche forzando la mano, con l’auspicio di aprire un dibattito nel Paese in tema di diritti quanto mai urgente”.

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