Insulti sessisti alla consigliera, dall'esame della grafia il verdetto: è stato un collega del M5s
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Insulti sessisti alla consigliera, dall'esame della grafia il verdetto: è stato un collega del M5s

Irma Mellini era stata insultata da una scritta sessista su una scheda fatta, a quanto sembra, dal consigliere del M5S Francesco Colella, che però nega.

Irma Mellini con la scheda incriminata
Irma Mellini con la scheda incriminata
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1 Febbraio 2018 - 17.24


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Lo scorso 14 novembre, durante la seduta del consiglio comunale di Bari per l’elezione dei giudici popolari, nel corso dello spoglio spuntò una scheda con un pesante insulto sessista rivolto alla consigliera comunale Irma Mellini.
Le parole profondamente offensive (“Irma la tr***”) hanno fatto sì che la scheda venisse immediatamente dichiarata nulla, e la Mellini ha sporto denuncia alla Procura di Bari. Il pm ha disposto che tutti i 23 rappresentanti che erano presenti a quella seduta si sottoponessero al saggio grafico, ossia l’esame della grafia per determinare chi fosse l’autore del messaggio.
Oggi, dalla perizia della grafologa, emerge un nome: il colpevole sarebbe il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Francesco Colella, che è stato convocato negli uffici degli inquirenti per essere ascoltato. 
Da parte sua Colella si è difeso con un post su Facebook, in cui si dice completamente estraneo ai fatti: “”Desidero informare tutti che ho ricevuto un invito a comparire presso la Procura di Bari per un mio presunto coinvolgimento nel vergognoso insulto che è stato rivolto qualche mese fa alla collega consigliera Irma Melini. Confermo la mia assoluta e totale estraneità ai fatti avvenuti, comportamenti indegni che non appartengono né a me né alla mia storia personale come chiunque mi conosce potrà confermare”.
“Informo sin da subito – ha aggiunto – che valuterò di adire le vie legali contro chiunque diffonda, attraverso qualsiasi mezzo, notizie false e pretestuose che sostengano il contrario e che vadano a ledere la mia immagine e la mia onorabilità. A tutto c’è un limite ed al momento il mio unico pensiero va alla tutela dei miei due figli. Ho fiducia negli inquirenti e mi auguro che appurino al più presto la mia totale estraneità ai fatti avvenuti”.
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