Cesaretti (Sel) scrive a Saviano: venga a conoscere la cooperazione sana
Top

Cesaretti (Sel) scrive a Saviano: venga a conoscere la cooperazione sana

La consigliera comunale e presidente della commissione Mobilità: "Non è giusto essere sottoposta a citazioni mediatiche che mi accumunano a un mondo a cui sono estranea".

Cesaretti (Sel) scrive a Saviano: venga a conoscere la cooperazione sana
Preroll

Desk1 Modifica articolo

5 Dicembre 2014 - 17.33


ATF

di Annamaria Cesaretti*

“La cooperazione sociale a Roma non è solo la 29 Giugno ma è un insieme di imprese sociali che condividono valori etici e sociali, tra tante difficoltà e dibattendosi tra tante sofferenze economiche ancora oggi. Mentre la 29 Giugno cresceva esponenzialmente, le piccole cooperative vedevano dimezzati i loro fatturati ed il numero dei loro lavoratori, quando non erano costrette alla chiusura. Sono vicina a questo mondo e la invito a partecipare ad un incontro, per conoscerlo meglio ed apprezzarne l’impegno nel reinserimento delle persone con svantaggi fisici, psichici e sociali. Condivido che le indagini di Mafia Capitale devono andare fino in fondo e scoperchiare tutte le pentole, ma l’informazione corretta e il rispetto di chi si impegna nella città, permetterà di ricostruire un futuro per Roma”.

“Come lei correttamente ha scritto, non ero presente all’assemblea dei soci della cooperativa 29 Giugno, citata nel suo articolo, e non sono mai entrata in contatto con Salvatore Buzzi riguardo alla gara appalto cui fa riferimento. In tal senso come presidente della Commissione Mobilità di Roma Capitale non vedo come sarei dovuta essere coinvolta in un appalto riguardante il tema dei rifiuti. Penso che le gare le decidono le Commissioni designate e competenti, ed è facilmente riscontrabile che io, ovviamente, con le persone incaricate di valutare i progetti, non ho avuto alcuna relazione, e non avrei potuto averne nè per competenza, né per volontà. Ecco se mi vuole citare lo faccia, rettificando la notizia, per rispetto della mia dignità e delle persone che mi hanno sostenuto e rappresento in consiglio comunale. Ora la preoccupazione più grande è per i lavoratori e le lavoratrici della 29 Giugno e di tutte le cooperative sociali, che non possono essere le vittime del malaffare”.

“Ho conosciuto Salvatore Buzzi in quanto dal 2008 al 2013, ero portavoce del Coordinamento delle cooperative sociali di tipo B e non consigliera comunale; un coordinamento spontaneo di realtà di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, che si battevano contro le politiche allora portate da Alemanno in tema di servizi sociali e manutenzione del verde. Sono stati anni difficili per la cooperazione sociale, costellata di manifestazioni, sit-in, occupazioni, ampiamente partecipate dai lavoratori e dai sindacati, per difendere percorsi di inserimento lavorativo e di impegno per l’integrazione sociale. Partecipava anche la 29 giugno, se parallelamente il suo presidente Salvatore Buzzi, ingaggiava dei rapporti loschi, con gli stessi che contestavamo in piazza, noi tutti lo ignoravamo, né potevamo neanche immaginarlo. Se Salvatore Buzzi presumeva unilateralmente che la mia vicinanza alle cooperative sociali e mi considerava ‘utilizzabile’ ai suoi fini, non dipende da me, pertanto non ritengo giusto essere sottoposta a citazioni mediatiche che mi accumunano ad un mondo a cui non solo sono estranea, ma che ho sempre combattuto”.

* consigliera comunale di Sel e presidente della commissione Mobilità,

Native

Articoli correlati