Il coraggio di Giada che racconta il suo inferno in tv: "Sesso a 12 anni con il maestro di karate"
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Il coraggio di Giada che racconta il suo inferno in tv: "Sesso a 12 anni con il maestro di karate"

L'allora 35enne di Brescia si era conquistato la fiducia della famiglia della ragazzina e non solo. Una fiducia costata cara.

Abusi su minori- immagine d'archivio
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6 Novembre 2017 - 13.28


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Giada ha 21 anni, ne aveva 12 quando è stata vittima di abusi sessuali da parte del suo maestro di karate che ora si trova in carcere. L’allora 35enne di Brescia si era conquistato la fiducia della famiglia della ragazzina e non solo. Una fiducia costata cara. Per Giada è infatti iniziato l’inferno, come ha raccontato a ‘Le Iene’. La ragazza ricorda di un pigiama party in palestra a Lonato dove c’erano anche altri bambini e ragazzini. Lì è cominciato tutto, quando lui le ha messo la mano nei pantaloni: “Io non sapevo cosa stesse facendo, perché a 12 anni non sapevo nulla in materia. Poi mi ha detto che non avrei dovuto parlarne con nessuno e così ho fatto”. “Il maestro nel karate è visto come un punto di riferimento, gli va portato rispetto. Io non sapevo cosa fare”, ha aggiunto. 

 

“Mi diceva che ero speciale, la persona più importante della sua vita, che senza di me non riusciva a starci”, ha ricordato ancora Giada aggiungendo: “Per me era sempre orribile, un pianto. Lui mi accusava di essere frigida”. Tra l’altro quando lei aveva 14-15 anni le cose sono peggiorate, perché lui ha voluto coinvolgere altri uomini nei suoi giochi. Poi “era geloso, non voleva che uscissi con i miei amici. Mi scriveva tutti i minuti, mi controllava il telefono. Riusciva a farmi sentire in colpa”.

Raggiunti i 17 anni arriva al limite: “Mi facevo del male, mi picchiavo da sola, e poi i tagli sulle braccia”. E reagì, smettendo di andare in palestra. Qualcosa è scattato in Giada tempo dopo, quando ormai più grande tornando in quella palestra con il suo fidanzato vide uscire da quello stesso stanzino una ragazzina che potrebbe aver avuto 15 anni: “Mi è tornato tutto in mente, all’improvviso. E ho deciso di aprirmi, di raccontare tutto al mio ragazzo e ai miei genitori”.

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